La libertà dell’informazione nel tempo della guerra infinita

FNSI
Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Il 23 aprile del 1999, alcuni aerei della Nato bombardarono la sede della Televisione serba di Belgrado. Un’intera troupe fu sterminata; ed erano in sedici, tra operatori e giornalisti. Come disse il suo comandante, generale Wesley Clark, fu un atto “intenzionale e deliberato”: la stampa andava considerata “braccio armato” di un regime dittatoriale.

Purtroppo non si è trattato di un episodio destinato a rimanere isolato. L’8 aprile 2003, alla vigilia della caduta di Bagdad, sono stati scagliati quasi simultaneamente tre attacchi contro uomini e strutture dell’informazione, che hanno colpito gli uffici della TV Al Jazeera, della TV Abu Dhabi e l’hotel Palestine, dove era alloggiata la stampa internazionale, provocando tre morti e numerosi feriti. In seguito, ancora, altri giornalisti sono stati uccisi nell’esercizio del loro diritto-dovere di produrre informazione, mentre la stampa è sempre più oggetto di tentativi di controllo, manipolazione e intimidazione. Del resto, a fronte della crescente esigenza di manipolazione della verità dettata dalle esigenze belliche, le autorità politiche sembrano sempre meno disposte a tollerare la libertà dell’informazione e il pluralismo del sistema dei media.

La libertà dell’informazione nel tempo della guerra infinita
Dal bombardamento della Tv di Belgrado alla manipolazione della informazione sul terrorismo del governo Aznar

Introducono Paolo Serventi Longhi, segretario FNSI, e Corrado Veneziano, docente di Linguistica all’Accademia nazionale d’arte drammatica “Silvio D’Amico”.

Intervengono Giulietto Chiesa, giornalista e direttore di Megachip; Tommaso Di Francesco, scrittore e giornalista; Monica Maggioni, giornalista, inviata Tg1; Pedrag Matvejevic, scrittore, docente di Letterature slave alle università La Sapienza di Roma e la Sorbona di Parigi, Ahmad Rafat, corrispondente del settimanale “Tiempo”, già segretario dell’Associazione della Stampa Estera in Italia.

Presiede Domenico Gallo, magistrato.

Durante l’incontro sarà proiettato il documentario “SEDICIPERSONE. Le parole negate del bombardamento della Tv di Belgrado”, ideato e diretto da Corrado Veneziano con la collaborazione giuridica di Domenico Gallo.

giovedì 22 aprile 2004, ore 17 c/o F.N.S.I;
Corso Vittorio Emanuele, n. 349, Roma

Domenico Gallo

Autore: Domenico Gallo

Nato ad Avellino l'1/1/1952, nel giugno del 1974 ha conseguito la laurea in Giurisprudenza all'Università di Napoli. Entrato in magistratura nel 1977, ha prestato servizio presso la Pretura di Milano, il Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi, la Pretura di Pescia e quella di Pistoia. Eletto Senatore nel 1994, ha svolto le funzioni di Segretario della Commissione Difesa nell'arco della XII legislatura, interessandosi anche di affari esteri, in particolare, del conflitto nella ex Jugoslavia. Al termine della legislatura, nel 1996 è rientrato in magistratura, assumendo le funzioni di magistrato civile presso il Tribunale di Roma. Dal 2007 è in servizio presso la Corte di Cassazione, attualmente ricopre le funzioni di Presidente di Sezione. E’ stato attivo nel Comitato per il No alla riforma costituzionale Boschi/Renzi. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore o coautore di alcuni libri, fra i quali Millenovecentonovantacinque – Cronache da Palazzo Madama ed oltre (Edizioni Associate, 1999), Salviamo la Costituzione (Chimienti, 2006), La dittatura della maggioranza (Chimienti, 2008), Da Sudditi a cittadini – il percorso della democrazia (Edizioni Gruppo Abele, 2013), 26 Madonne nere (Edizioni Delta Tre, 2019)

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