Il ritorno dei pirati

Se la politica italiana ha pigolato una imbarazzata condanna verbale, senza far seguire alcuna conseguenza, non vuol dire che, anche questa volta, Israele potrà confidare nella sua tradizionale impunità.

Sono tornati i pirati, questa volta il loro capitano non porta più la benda su un occhio e non ha un uncino al posto di una mano, ma le modalità di azione sono sempre le stesse: quelle antiche. Sono tornati i pirati e spadroneggiano in pieno Mediterraneo. In verità è da molti anni che delle navi pirata si aggirano nei pressi delle coste che vanno dal Canale di Suez al Libano e assaltano tutte le imbarcazioni disarmate che cercano di portare il pane della solidarietà ad una popolazione affamata, sottoposta ad un assedio crudele e infinito, ma questa volta si sono spinte molto al di là delle coste sorvegliate, hanno agito in pieno Mediterraneo a 960 km di distanza.… leggi tutto

il 25 aprile al tempo di Caino

Oggi che gli uomini della Resistenza non ci sono più, ricade sulle nostre spalle la responsabilità di assumerci il compito che Calamandrei aveva loro assegnato: quello di smontare i fortilizi irti di ordigni che tengono in scacco la vita dei popoli e riaprire la strada al dialogo ed alla comprensione reciproca.

Che senso ha celebrare il 25 aprile in un tempo in cui un pugno di tiranni sta distruggendo il mondo e ha rimesso in circolazione gli spettri del genocidio, del suprematismo etnico-religioso, del potere illimitato della violenza delle armi? Oggi, in un tempo in cui  i poteri selvaggi che dominano il nostro presente hanno decretato la fine definitiva di un’epoca storica per tornare indietro all’età degli imperi e dei genocidi, dobbiamo chiederci quale è stato il portato delle speranze balenate dalle tenebre delle due Guerre mondiali che avevano fatto precipitare l’umanità nell’inferno di Auschwitz e di Hiroshima; cosa è rimasto del progetto di un nuovo ordine internazionale votato a garantire la pace attraverso il diritto, a riconoscere l’eguaglianza, la dignità ed i diritti fondamentali degli uomini e delle donne in quanto membri dell’unica famiglia umana?… leggi tutto

La scomparsa del futuro. Per un nuovo Sessantotto

Nel ’68 fu il passaggio dalla dimensione politica a quella antropologica; oggi è il percorso inverso che potrebbe portare a una rivolta politica delle giovani generazioni contro l’ordine esistente.

Stiamo attraversando un’epoca di imbarbarimento dell’ordine internazionale che ci dà l’impressione di vivere all’interno di un incubo, come nella distopia disegnata da Philip Roth nel romanzo Il complotto contro l’America che ipotizzava una contro-storia in cui Charles Lindberg vinceva le elezioni presidenziali nel 1940 al posto di Roosevelt e instaurava un regime filonazista negli Usa. In effetti dai bassifondi della storia stanno riemergendo gli scheletri del razzismo, della guerra, del genocidio, che pensavamo di avere sepolto per sempre nel 1945 con l’instaurazione di un nuovo ordine internazionale fondato sul ripudio della guerra, sulla cooperazione fra le nazioni e sul primato della democrazia e dei diritti dell’uomo.… leggi tutto

Il trionfo della morte

L’operazione “oscurità eterna”, ha celebrato un altro successo, ha ristabilito la sovranità della morte, che in Israele viene celebrata con giubilo, come dimostrano le immagini di Ben Gvir che festeggia la pena di morte

Appena è scattata la tregua con l’Iran, dopo che Donald Trump aveva minacciato di cancellare dalla storia un’intera civiltà, Netanyahu è intervenuto subito per boicottarla. L’esercito israeliano l’8 aprile ha annunciato con orgoglio di avere colpito “100 obiettivi in dieci minuti”, scatenando un inferno di fuoco nella città di Beirut. L’operazione “oscurità eterna”, ha celebrato un altro successo, ha ristabilito la sovranità della morte, che in Israele viene celebrata con giubilo.

Il Trionfo della Morte è uno dei dipinti più potenti e disturbanti di Pieter Bruegel il Vecchio, realizzato intorno al 1562, in un’epoca in cui l’Europa era devastata da epidemie di peste e da guerre continue.… leggi tutto

Referendum: la lezione delle urne

La vittoria del No nel referendum costituzionale rappresenta un punto di svolta perchè arresta una insidiosa politica di smantellamento dei caratteri originali e profondi della Costituzione italiana.

La vittoria del No nel referendum costituzionale rappresenta un punto di svolta: arresta una politica di smantellamento dei caratteri originali e profondi della Costituzione italiana.

Questa volta il tentativo di manomettere la Costituzione era ancora più pericoloso delle controriforme tentate da Berlusconi nel 2005 e da Renzi nel 2016 perché colpiva il sistema delle garanzie, che i Costituenti avevano voluto robusto per scongiurare il pericolo che nel futuro dell’Italia ci potesse essere un ritorno al passato, cioè verso nuove forme di dittatura della maggioranza.… leggi tutto

Le minacce globali alla democrazia

Dai bassifondi della storia stanno riemergendo gli scheletri del razzismo, della guerra, del genocidio, che pensavamo di avere sepolto nel 1945 con l’instaurazione di un nuovo ordine internazionale

Stiamo attraversando un’epoca di imbarbarimento dell’ordine internazionale che ci dà l’impressione di vivere all’interno di un incubo, come nella distopia disegnata da Philip Roth nel romanzo Il complotto contro l’America che ipotizzava una contro-storia in cui Charles Lindberg vinceva le elezioni presidenziali nel 1940 al posto di Roosevelt e instaurava un regime filonazista negli Usa.

In effetti dai bassifondi della storia stanno riemergendo gli scheletri del razzismo, della guerra, del genocidio, che pensavamo di avere sepolto nel 1945 con l’instaurazione di un nuovo ordine internazionale fondato sul ripudio della guerra, sulla cooperazione fra le nazioni e sul primato della democrazia e dei diritti dell’uomo.… leggi tutto

L’argine della magistratura

La Costituzione italiana rappresenta l’unica garanzia contro i marosi dei poteri selvaggi, e un’autorità giudiziaria realmente indipendente rappresenta l’unico strumento che può tenere in piedi l’argine della Costituzione.

Ci aspettano tempi difficili. L’attacco proditorio di Israele e Stati Uniti a una potenza regionale come l’Iran apre uno scenario infernale di morte, di distruzione ambientale, di paralisi economica, dal quale non si intravedono vie d’uscita. Quello che viene in evidenza non è soltanto il carattere criminale dell’apparato di potere che governa l’Occidente, ma soprattutto l’irresponsabilità di un potere politico che ha attizzato un incendio spaventoso senza sapere come spegnerlo. La mancanza di una exit strategy rende imprevedibile la durata e gli esiti di questo conflitto.… leggi tutto

Aggressione all’Iran: le parole per dirlo

Sbugiardata la finzione del “mondo fondato sulle regole”, l’imperatore dell’Occidente ci informa che l’unica regola che riconosce e che può porre un limite al suo potere è quella della forza.

Le parole sono importanti, la parola determina gli orizzonti del pensabile. Non a caso l’impoverimento del linguaggio, spesso sotto forma di semplificazione, rappresenta uno dei più efficaci dispositivi di depotenziamento dell’azione collettiva e di manipolazione delle masse. Dal 24 febbraio del 2022 siamo stati sommersi da un diluvio di parole di finta indignazioneL’aforisma: “c’è un aggredito e un aggressore” è stato condito in tutte le salse. L’aggressione della Russia all’Ucraina è stata costantemente qualificata come brutale, ingiustificata e non provocata.… leggi tutto

Un Tribunale molto speciale

Tenere a bada la magistratura, cioè il potere di controllo di legalità, perché non interferisca con l’esercizio del potere esecutivo,, è un rovello che agita da sempre il potere politico. In alcune epoche storiche questa esigenza è stata sentita in modo particolarmente acuto, nel 1925, come nel 2026

Tenere a bada la magistratura, cioè il potere di controllo di legalità, perché non interferisca con l’esercizio del potere esecutivo, non faccia “invasioni di campo”, è un rovello che agita da sempre il potere politico. In alcune epoche storiche questa esigenza è stata sentita in modo particolarmente acuto. Nel discorso che Mussolini tenne alla Camera il 3 gennaio 1925 nel quale si assunse la responsabilità politica per il delitto Matteotti, la sostanza di quell’intervento, che viene considerato il punto d’inizio del regime fascista, fu la rivendicazione della supremazia della politica sulle regole e sulla giurisdizione: “Si inscena la questione morale, e noi conosciamo la triste storia delle questioni morali in Italia.leggi tutto

Referendum: votiamo blasfemo

Nordio, sulla scia di Trump,  si sente un delegato di Dio, per cui criticare i suoi atti sarebbe una bestemmia. Poiché in Italia, a differenza che in Iran o in altri paesi, non è possibile riconoscere carattere divino alle autorità politiche, ci possiamo permettere di replicare

Con la sua sentenza del 28 gennaio il TAR ha respinto la richiesta di annullare il decreto di indizione del referendum. Nella motivazione del rigetto il TAR sposa l’interpretazione del Governo in ordine ai tempi e alle modalità per l’indizione del referendum. Questa interpretazione apre una prospettiva inquietante perché, neutralizzando il termine di tre mesi previsto dall’art. 138 della Costituzione, consentirà a qualunque Governo, di stroncare sul nascere la mobilitazione dei cittadini che volessero chiedere il referendum per opporsi ad una revisione della Costituzione. … leggi tutto

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