Alla vigilia dello scoppio della Prima guerra mondiale una serie di intellettuali, leggendo i segni dei tempi, avevano avvertito i presagi della tempesta che stava per scatenarsi. A fronte di questa prospettiva di orrore, la loro risposta fu non soltanto di mettersi alla testa dei movimenti nazionalisti che invocavano la guerra, come fece Gabriele D’Annunzio, ma addirittura di precederli e di celebrare lo splendore del bagno di sangue (altrui) che stava per arrivare. Si cominciò col manifesto dei futuristi (1909) scritto da Filippo Marinetti: “Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna”.… leggi tutto
Da Filippo Marinetti a Nathalie Tocci
Nathalie Tocci in un articolo pubblicato dall’Economist ci comunica che la guerra è più vicina che mai e osserva con sgomento che il 74% degli italiani non è disposto a combattere. Che strano