Che senso ha celebrare il 25 aprile in un tempo in cui un pugno di tiranni sta distruggendo il mondo e ha rimesso in circolazione gli spettri del genocidio, del suprematismo etnico-religioso, del potere illimitato della violenza delle armi? Oggi, in un tempo in cui i poteri selvaggi che dominano il nostro presente hanno decretato la fine definitiva di un’epoca storica per tornare indietro all’età degli imperi e dei genocidi, dobbiamo chiederci quale è stato il portato delle speranze balenate dalle tenebre delle due Guerre mondiali che avevano fatto precipitare l’umanità nell’inferno di Auschwitz e di Hiroshima; cosa è rimasto del progetto di un nuovo ordine internazionale votato a garantire la pace attraverso il diritto, a riconoscere l’eguaglianza, la dignità ed i diritti fondamentali degli uomini e delle donne in quanto membri dell’unica famiglia umana?… leggi tutto
il 25 aprile al tempo di Caino
Oggi che gli uomini della Resistenza non ci sono più, ricade sulle nostre spalle la responsabilità di assumerci il compito che Calamandrei aveva loro assegnato: quello di smontare i fortilizi irti di ordigni che tengono in scacco la vita dei popoli e riaprire la strada al dialogo ed alla comprensione reciproca.