I partigiani del nulla

Ci sono molti e validi motivi per dolersi dello stato di cose e pretendere un cambiamento di rotta. L’ultima cosa da fare è inventarsi una nuova resistenza e diventare partigiani del nulla, mentre tutt’intorno la casa brucia.

Sabato 8 gennaio si è svolta a Torino una singolare manifestazione di protesta contro le misure nazionali anticovid, promossa dalla Commissione DuPre (Dubbio e precauzione), fondata a dicembre da Ugo Mattei con Carlo Freccero, Massimo Cacciari e Giorgio Agamben. Sul palco è salito Ugo Mattei, professore di diritto civile, noto a sinistra per aver promosso con altri il referendum per l’acqua pubblica e per essere stato vicepresidente della Commissione Rodotà incaricata della riforma delle norme del codice civile sui beni comuni. Evidentemente la salute pubblica per Mattei ed i suoi seguaci non rientra più nei beni comuni, ma non ci interessa il percorso tortuoso che ha portato il professore torinese a divenire idolo e ideologo del movimento dei no vax, quello che ha suscitato scalpore è il tenore esasperato della comunicazione pubblica. Dopo la sfilata a Novara dei no vax, travestiti da deportati nei campi di sterminio, il prof. Mattei, contestando il green pass per gli autobus, aveva invocato la protesta dei negri americani contro le pratiche di apartheid  e richiamato il gesto di Rosa Parks a Montgomery in Alabama. Sabato scorso, nella prima manifestazione contro l’obbligo vaccinale per gli over 50 e il lasciapassare verde, dal palco di Piazza Castello Mattei ha annunciato la rinascita del “Comitato di liberazione nazionale”. Ha proclamato che il “CLN” vuole emulare i movimenti e i partiti che diressero e coordinarono la Resistenza contro gli occupanti tedeschi nell’ultima fase della seconda guerra mondiale. E si è paragonato proprio a quegli insegnanti che non giurarono fedeltà al regime fascista. “Probabilmente non rivedrò mai più i miei studenti perché non ho intenzione di giurare al draghismo. Quindi sarò sospeso dall’insegnamento. Farò quello che fecero i dodici professori che nel 1931 rifiutarono il giuramento imposto dal regime. Sono maestri che non piegarono la schiena. A loro dedico la rinascita del Comitato di Liberazione Nazionale”.

Contro questa sceneggiata è insorta la Federazione Italiana delle Associazioni partigiane del Piemonte con un duro comunicato in cui osserva che la pretesa dei no vax di costituire un nuovo CLN offende la storia del movimento partigiano: “Il Comitato di Liberazione Nazionale è una storia di grandezze e eroismi, di scelte coraggiose da cui è nata l’Italia democratica, ponendo fine alla ventennale dittatura fascista e attraversando una sciagurata guerra voluta dal regime mussoliniano. Per tali ragioni – prosegue il comunicato – non dimenticando anche lo scellerato parallelo affermato da persone aderenti a questi movimenti irresponsabili no vax tra la condizione di chi irragionevolmente rifiuta il vaccino, esponendo se stesso e gli altri al propagarsi del contagio e di eventi letali e intasando le strutture sanitarie  sotto stress e gli internati nei lager nazisti,  è intollerabile e inaccettabile l’utilizzo indecente che si  ritiene di poter fare di una storia così importante per il nostro Paese quale fu la Resistenza”.

E’ più che comprensibile l’indignazione dei partigiani veri contro quest’uso cialtronesco della storia, ma il problema politico è un altro. Il malessere diffuso, generato dai guasti economico sociali provocati dalla pandemia e la perdita di fiducia nel futuro hanno provocato un’onda di irrazionalità che risale dal profondo della società. Se, come ha rilevato il CENSIS nell’ultimo rapporto, il 31,4% degli italiani oggi si dice convinto che il vaccino è un farmaco sperimentale e che quindi le persone che si vaccinano fanno da cavie, se il 10,9% sostiene che il vaccino è inutile e inefficace, mentre per il 5,9% (cioè circa 3 milioni di persone) il Covid-19 semplicemente non esiste, se il 5,8% sostiene che la Terra è piatta, è evidente che un forte vento di irrazionalità ha infiltrato il tessuto sociale, sia a livello individuale, sia a livello dei movimenti collettivi di protesta.  Quando si costruisce un movimento politico sulle paranoie e sulla fuga dalla realtà, si intraprende una lotta contro i mulini a vento che si può trasformare in una formidabile arma di distrazione di massa. Così mentre, per un verso, alcuni combattono eroicamente per la libertà di non vaccinarsi e di fare ciascuno come gli pare, altri, per altro verso, più scaltramente, attribuiscono ai no vax la responsabilità dei fallimenti della politica. Invece è necessario e urgente mettere al centro del dibattito politico e della partecipazione popolare i problemi reali che riguardano le scelte che incidono sulla nostra condizione umana e pregiudicano il futuro. Se gli ospedali sono intasati, se, come ci avverte la Società italiana di chirurgia, negli ospedali sono rinviati otto interventi su dieci e la situazione delle liste d’attesa è terrificante, la responsabilità non è solo dei no vax che intasano le strutture sanitarie, ma al fondo ci sono le scelte di non rafforzare la sanità pubblica, che è rimasta la cenerentola del PNRR. Se l’occupazione cresce solo per la crescita del lavoro precario, la responsabilità è delle non scelte della politica in materia di governo del mercato del lavoro. Contestualmente al non incremento della spesa sanitaria, Governo e Parlamento hanno deciso, sotto dickat della NATO, l’incremento della spesa militare, che toccherà quest’anno il record di 26 miliardi euro, con un incremento di quasi 5 miliardi rispetto al periodo pre-pandemico, mentre le basi di Aviano e Ghedi si apprestano ad ospitare le nuove bombe nucleari americane B61-11. Ci sono molti e validi motivi per dolersi dello stato di cose e pretendere un cambiamento di rotta. L’ultima cosa da fare è inventarsi una nuova resistenza e diventare partigiani del nulla, mentre tutt’intorno la casa brucia.


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Autore: Domenico Gallo

Nato ad Avellino l'1/1/1952, nel giugno del 1974 ha conseguito la laurea in Giurisprudenza all'Università di Napoli. Entrato in magistratura nel 1977, ha prestato servizio presso la Pretura di Milano, il Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi, la Pretura di Pescia e quella di Pistoia. Eletto Senatore nel 1994, ha svolto le funzioni di Segretario della Commissione Difesa nell'arco della XII legislatura, interessandosi anche di affari esteri, in particolare, del conflitto nella ex Jugoslavia. Al termine della legislatura, nel 1996 è rientrato in magistratura, assumendo le funzioni di magistrato civile presso il Tribunale di Roma. Dal 2007 al dicembre 2021 è stato in servizio presso la Corte di Cassazione con funzioni di Consigliere e poi di Presidente di Sezione. E’ stato attivo nel Comitato per il No alla riforma costituzionale Boschi/Renzi. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore o coautore di alcuni libri, fra i quali Millenovecentonovantacinque – Cronache da Palazzo Madama ed oltre (Edizioni Associate, 1999), Salviamo la Costituzione (Chimienti, 2006), La dittatura della maggioranza (Chimienti, 2008), Da Sudditi a cittadini – il percorso della democrazia (Edizioni Gruppo Abele, 2013), 26 Madonne nere (Edizioni Delta Tre, 2019)

10 pensieri riguardo “I partigiani del nulla”

  1. Concordo assolutamente e mi chiedo, dove erano tutti sti personaggi quando noi operatori sanitari negli anni, denunciavano che la Sanità Pubblica era stata smantellata?
    Personalmente ho veramente una esperienza negativa e dolorosa, ogni volta che in un contesto politico, ho provato a parlare di diritto alla Salute, come Bene Comune, qualcuno diceva ah, si, certo, vero. Però, però, però nella gran parte dei casi o non avevano voglia di ascoltare, mostrandosi non solo indifferenti, ma anche annoiati, mentre altri se ne lavavano le mani con un ” eh ma il tema Salute e Sanità Pubblica è un tema troppo impegnativo per la nostre forze”! Per non parlare di quelli che ovviamente si rivolgono solo ai ” Professori “

  2. Dott. Domenico Gallo,
    non sono d’accordo minimamente con la sua posizione, anche perché usa le stesse categorie dialettiche “canagliesche” per descrivere una bolla di dissenso, proprio come un Mentana qualsiasi e per Mentana logicamente intendo, nelle più svariate categorie di procacciatori di consenso, tutta la pletora di prezzolati che lavorano per Draghi, Confindustria, elitarismo liberista mondialista.
    No-vax – complottisti – cospirazionisti – negazionisti, questo etichettare sciatto, a-culturale e politicamente scadentissimo, chi non si adegua ai ricatti governativi è figlio della decadenza e del crepuscolo della sinistra residua italiana, spesso autoproclamata o millantata.
    Anche il suo intervento ritengo sia frutto dei tempi e invece di cercare di capire, analizzare e cooptare, ci si limita a denigrare con logiche spesso frutto sterili spocchiosità politico/intellettuali, ovviamente autoreferenziali.
    Siccome la casa sta bruciando, come giustamente ci ricorda, perchè invece di soloneggiare in esercizi retorici di analisi scontate non propone qualcosa di concreto ?, almeno questi tizi, che Lei chiama no-vax , in piazza ci sono andati e ci vanno, qualcosa cercano di fare e se non altro mettono in discussione, non solo scrivendo, le narrazioni ufficiali, il pensiero unico.
    Insomma io sono convinto che per criticare si debba partire da posizioni poco attaccabili e la storia della sinistra italiana, negli ultimi 35 anni, è una landa desolata, brumosa ed arida
    Credo per questo che sia proprio ora il momento di ricominciare consci soprattutto che la macelleria sociale attuata da Draghi, con l’avallo di tutte le forze politiche, a breve lascerà milioni di persone senza lavoro, con lo stato sociale al lumicino e senza riferimenti politici a cui rivolgersi.
    La possibile rinascita della sinistra comunista e socialista ha per questo una possibilità più unica che rara di riproporsi come faro dell’emancipazione umana e politica nel nostro paese, ma per rendere ciò appetibile ci vuole :
    – massima umiltà, che apre la strada al coinvolgimento
    – realismo, che parte dal presupposto che sarà una marcia di “lunga lena”
    – bandire con le buone o le cattive certi atteggiamenti di spocchiosità intellettuale che portano inevitabilmente alla sterile ed abominevole autoreferenzialità
    – fare propri e sfruttare adeguatamente i nuovi canali di comunicazione in virtù del presupposto che ” il gatto, bianco o nero che sia, deve riportarci i topi”
    – in virtù di quanto detto prima, stare costantemente, in tutte le maniere possibili, tra la gente, ricordandoci sempre e ricordando che il tempo delle mezze misure è finito da un pezzo

    Concludo ricordando che il 22 Gennaio 2022 si terrà a Roma una iniziativa che ritengo basilare e foriera di legittime speranze
    link
    https://unitacomunista.net/lettera-inviata-alle-organizzazioni-comuniste-e-indirizzata-a-tutti-i-comunisti-ditalia/?fbclid=IwAR1XXxG-KxLOHmwPZJ1uoNwAHCf24tdWDhf7rGLMzE7vY9uSQUM7nPRmCPs

    Cordiali saluti
    Salvatore Ore

    1. Gentile sig. Salvatore Ore, che cosa centra tutto quello che lei ha detto col fatto che alcune persone rivendicano il diritto di non vaccinarsi e di opporsi alle misure sanitarie di contenimento della pandemia?

      1. Grazie sig Gallo per fortuna che in Italia ci sono ancora persone come lei magari fosse portata avanti la sua candidatura alla Presidenza della Repubblica. Chiaro che il sig ore Conferma tutto quello che lei dice e per cui si batte già dalle sue prime parole si può capire il personaggio che non merita che si dipendano altre parole. Ancora grazie

      2. Dott. Gallo,
        Lei è abituato ad usare sapientemente le parole, vista la sua professione ed il trascorso politico, ma io che purtroppo non sono più un pivello e di politica ne ha masticata tanta, da quando avevo 18 anni, conosco benissimo anche i trucchi dialettici elusivi , parenti stretti del politichese.
        Cominciando da coloro che rivendicano il diritto di non vaccinarsi credo sia una loro prerogativa inconfutabile, ma soprattutto non possono essere additati dispregiativamente come novax, perché ce ne sono tantissimi che non lo sono, salvo avere delle serie perplessità sulla profilassi in essere, fino a l’altro ieri molto meno obbligatoria per DL .
        Quanto “alle misure sanitarie di contenimento della pandemia” facciamo chiarezza, altrimenti si gioca con le parole, infatti quello che si cela dentro l’assunto virgolettato si chiama Green Pass sul lavoro , che è un provvedimento raccapricciante (per me di connotazione palesemente fascista) e la famigerata “tachipirina e vigile attesa” che non è un protocollo scientifico ma un aberrante “nonsense” medico, ed eufemizzo per pudore.
        Detto questo e riconducendolo al fatto che ci sono centinaia di migliaia di persone dentro questa categoria minoritaria, rivendico la realtà che molti di loro non sono estremisti di destra o teste vuote, ma persone di sinistra e pure Compagni con gli attributi, li vogliamo ghettizzare ? Discriminare ? Marginalizzare ?
        Il mio discorso allora, se proprio non si capiva o si preferiva non farlo, era ed è politico anche se parte da una situazione sanitaria grave, dove la politica è entrata per fare danni o interessi chiaramente antipopolari.
        Insomma chiamateli pure “compagni che sbagliano” se proprio vi piace questo termine vintage o restando nel periodo, compagni sedotti da “cattivi maestri”, se avete tanta nostalgia di attribuzioni care a sostenitori di teoremi Calogeriani, puntualmente rivelatisi boomerang soprattutto per la gente e non per chi le coniava, però sono pur sempre gente di sinistra , contro Draghi e la concezione mondialista attuale del lavoro e dei rapporti di forza tra padroni e sottoposti, compagni che verosimilmente in tanti sono anche più agguerriti e consci politicamente del periodo buio che stiamo passando, li vogliamo tra le file di un nuovo movimento di rinascita delle istanze popolari di emancipazione dalla barbarie neoliberista in direzione della tradizione socialista e comunista o li vogliamo ghettizzare “buttandoli nel cesso” ?
        Ricordo anche che quei tantissimi scesi in piazza contro il green pass, sono persone semplici e sincere, che possono essere “arruolate” nella prospettiva politica di cui sopra, ci vogliamo rinunciare a priori ?
        Comunque, se qui i miei interlocutori si identificano con quello che resta del PCI ovvero il partito Liberal chiamato PD o certe frange estremamente autoreferenziali e conseguentemente ininfluenti politicamente, come certi personaggi di PaP, che sembrano elaborare concettualismi politici più da assiomi sanitari terra terra che da analisi della realtà sociale ed economica, bèh, scusatemi, ho sbagliato a scrivere qui

    2. Lei è il classico caso umano per il quale la sinistra non sarà mai unita. Spaccare il capello in quattro solo per il gusto di fare polemica, distinguo fini a sé stessi, argomentazioni capziose che non stanno su neppure con le stampelle, e, lei sì, malato di solonismo autocelebrativo e inutile a qualunque causa, buttato là solo per il gusto di rileggersi.

        1. Vivarelli,
          Sinistra non significa niente, unità delle sinistre ancora meno, in politica tutto ciò che esula dalla tradizione socialista e comunista è destra e come tale va presa

  3. se ci si ammanta della palma dei nuovi resistenti contro la tirannide del vaccino obbligatorio, declinato come strumento del neoautoritarismo delle democrazie liberali per imporre un dominio dello stato sulla persona, che víola il diritto di non farlo, é perché si vuole legittimare, con la patente di partigiano della libertà, la propria attitudine individualista e non si comprende come mai tutti gli altri diritti collettivi negati: alla salute, al lavoro, alla giustizia, a un tetto, alla istruzione, al futuro, non facciano parte del kit resistenza. Una cosa sono stati i partigiani del CLN che si sono battuti per la libertá di tutti e tutti quelli a venire, altro sono questi artigiani dell’ambiguità, manipolatori della realtà, che paventano il neo-regime delľemergenza sanitaria, senza avvedersi e focalizzare di quella, ben piú preoccupante, della sospensione della democrazia parlamentare.

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