Terrorista chi?

Qualificando la Russia come “Stato terrorista”, è stato compiuto un altro passo in avanti nello scontro politico-militare con la Russia ed un passo indietro rispetto alla possibilità di ricercare un’intesa di pace. Anzi sono state poste le premesse perché la guerra continui anche dopo il cessate il fuoco. Infatti, come sarà possibile ristabilire una convivenza pacifica in Europa se l’interlocutore è uno “Stato terrorista”?

Dal 18 al 21 novembre si è svolta a Madrid la 68ma sessione annuale dell’Assemblea parlamentare della Nato. Si tratta di un organo ausiliare del tutto irrilevante che non ha alcuna voce in capitolo nelle scelte che vengono compiute nell’ambito della Nato, salvo un ruolo meramente decorativo per abbellire con una spruzzata di consenso parlamentare le decisioni altrui. Quindi non sarebbe neanche il caso di parlarne, ma questa volta, con la guerra in corso, l’Assemblea parlamentare ha alzato la voce per superare il fragore degli annunci bellicosi in campo. Così, a parte la rituale dichiarazione di sostegno all’Ucraina e di approvazione delle decisioni adottate al vertice Nato di Madrid, l’Assemblea ha lanciato un acuto adottando una risoluzione che dichiara, tra altre cose, che “lo Stato della Russia, con il suo regime attuale, è uno Stato terrorista”. Il documento, inoltre, afferma che la Russia è la “minaccia più diretta per la sicurezza euro-atlantica” e ribadisce “solidarietà indistruttibile” nei confronti dell’Ucraina, invitando i Paesi alleati a mantenere il sostegno militare a Kiev. Qualificando la Russia come “Stato terrorista”, è stato compiuto un altro passo in avanti nello scontro politico-militare con la Russia ed un passo indietro rispetto alla possibilità di ricercare un’intesa di pace. Anzi sono state poste le premesse perché la guerra continui anche dopo il cessate il fuoco. Infatti, come sarà possibile ristabilire una convivenza pacifica in Europa se l’interlocutore è uno “Stato terrorista”? Noi siamo convinti che la guerra è una forma di terrorismo elevato alla massima potenza, per questo tutti gli Stati che ricorrono alla guerra compiono atti di terrorismo su vasta scala. Del resto quando gli Stati Uniti hanno scatenato la loro “operazione militare speciale” contro l’Iraq nel 2003, l’hanno chiamata: “shock and awe” (colpisci e terrorizza). Se si vuol fare una guerra e si vuole anche vincerla, bisogna colpire (cioè uccidere) molto e terrorizzare anche di più.  Tuttavia a nessuno nel 2003 venne in mente di definire gli USA come “Stato terrorista”. Curiosamente l’Assemblea parlamentare della NATO, non si è accorta che la notte fra il 19 e il 20 novembre un suo Stato membro, ha scatenato un attacco terroristico nella Siria settentrionale e nel nord dell’Iraq. Aerei da guerra turchi hanno bombardato Kobanê, la città martire già assediata nel 2014/15 dallo Stato islamico, i villaggi limitrofi ed altre località nel Kurdistan meridionale, provocando la morte di 35 persone. Secondo la Turchia, l’operazione militare denominata: “Spada ad artiglio” viene condotta “in conformità con il diritto alla legittima difesa contenuto nell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite” e ha il fine di “eliminare gli attacchi terroristici dal nord dell’Iraq e della Siria, di garantire la sicurezza delle frontiere e di eliminare il terrorismo alla radice”. L’attentato terroristico avvenuto a Taksim, Istanbul, il 13 novembre è stato un comodo pretesto per coprire la vergogna di un attacco ingiustificato alla Federazione democratica della Siria del Nord. Con i suoi ripetuti attacchi contro il Rojava, la Turchia  mira a distruggere un’esperienza straordinaria di autogoverno democratico, multietnico e pluralistico, basato sulla civile convivenza e sul rispetto di tutte le minoranze. Adesso è stato annunziato l’avvio di una operazione di terra, l’obiettivo è quello di riconsegnare la regione nelle mani delle milizie integraliste islamiche filoturche. Per i paladini dell’atlantismo c’è terrorismo e terrorismo, quello cattivo da condannare e contrastare con le armi, e quello buono sul quale si può chiudere un occhio. Purtroppo il proseguire della guerra in Ucraina accresce la sofferenza delle popolazioni coinvolte. La nuova strategia militare della Russia che ha scatenato un diluvio di missili contro gli impianti di produzione di energia elettrica, ha provocato l’allarme dell’Organizzazione mondiale della Sanità. L’OMS ha denunziato che è a rischio la vita di milioni di persone perché “il freddo può uccidere” dal momento che 10 milioni di persone in Ucraina sono senza elettricità a temperature che con tutta probabilità scenderanno a -20°C in alcune parti del Paese. Non c’è dubbio che prendere di mira gli impianti di energia elettrica è un’ulteriore barbarie che aggrava l’inferno della guerra. Anche su questo fronte viene in evidenza il superiore livello di civiltà dell’Occidente. Infatti quando la Nato nel 1999, ha preso di mira gli impianti elettrici in Jugoslavia, seminandoli di bombe a graffite, correva il mese di aprile/maggio, quindi l’inverno era passato.

(questo articolo è stato pubblicato su il fatto quotidiano del 23 novembre 2022 con il titolo il doppiopesismo NATO, Russi terroristi, USA no)  

Autore: Domenico Gallo

Nato ad Avellino l'1/1/1952, nel giugno del 1974 ha conseguito la laurea in Giurisprudenza all'Università di Napoli. Entrato in magistratura nel 1977, ha prestato servizio presso la Pretura di Milano, il Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi, la Pretura di Pescia e quella di Pistoia. Eletto Senatore nel 1994, ha svolto le funzioni di Segretario della Commissione Difesa nell'arco della XII legislatura, interessandosi anche di affari esteri, in particolare, del conflitto nella ex Jugoslavia. Al termine della legislatura, nel 1996 è rientrato in magistratura, assumendo le funzioni di magistrato civile presso il Tribunale di Roma. Dal 2007 al dicembre 2021 è stato in servizio presso la Corte di Cassazione con funzioni di Consigliere e poi di Presidente di Sezione. E’ stato attivo nel Comitato per il No alla riforma costituzionale Boschi/Renzi. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore o coautore di alcuni libri, fra i quali Millenovecentonovantacinque – Cronache da Palazzo Madama ed oltre (Edizioni Associate, 1999), Salviamo la Costituzione (Chimienti, 2006), La dittatura della maggioranza (Chimienti, 2008), Da Sudditi a cittadini – il percorso della democrazia (Edizioni Gruppo Abele, 2013), 26 Madonne nere (Edizioni Delta Tre, 2019), il Mondo che verrà (edizioni Delta Tre, 2022)

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