La vittoria elettorale a Pistoia: un modello per l’Italia

quella creata da Capecchi è stata un’alleanza costituzionale, fondata su una visione della democrazia e dei rapporti internazionali e sulla valorizzazione dei beni pubblici repubblicani, a cominciare dall’ambiente e dal lavoro. (foto Luca Castellani)

Giovanni Capecchi nuovo sindaco di Pistoia, i festeggiamenti in piazza (Foto Luca Castellani/Fotocastellani)

La conquista del Comune di Pistoia, strappato alla destra dopo nove anni e due amministrazioni a guida Fratelli d’Italia, è un evento che va oltre la mera dimensione locale. La coalizione costruita da e intorno al candidato sindaco Giovanni Capecchi rappresenta un modello esemplare di organizzazione politica e di contenuti valido per l’Italia.

Giovanni Capecchi è un candidato civico, una personalità indipendente che riassume competenza e passione politica democratica. La sua candidatura è nata da una mobilitazione di base di associazioni civiche e di volontariato attive nel mondo cattolico e nella sinistra, di intellettuali, di movimenti di studenti e insegnanti per la pace. Questa mobilitazione è stata accolta con freddezza da alcune forze politiche e il Pd locale gli ha contrapposto una propria candidata sindaca. Le primarie di coalizione, svoltesi il 12 aprile, hanno visto la netta prevalenza di Capecchi, sostenuto dall’entusiasmo di tanti giovani e meno giovani, nel quadro di una forte partecipazione popolare.

Le primarie sono state un momento importante per dinamizzare l’elettorato di centrosinistra in vista del voto; non hanno creato fratture ma hanno rinsaldato la coalizione segnando il definitivo recesso del Pd da quella politica di chiusura a sinistra che nel 2022, anche a Pistoia, aveva impedito il formarsi di una coalizione democratica per battere la destra. Il risultato fu che la candidata sindaco del Pd (di area renziana) nel 2022 ottenne solo 11.107 voti (28,3%), a fronte dei 22.230 voti (54,43%) ottenuti oggi da Capecchi. Non si è trattato di un risultato scontato, la coalizione creata da Capecchi non è stata una semplice sommatoria di offerte politiche differenti ma un’alleanza con un cuore e un’anima.

La candidata sindaco di Fratelli d’Italia, Anna Maria Celesti, sconfitta, ha qualificato come “ideologico” il voto di Pistoia. In un certo senso ha colto nel segno, la destra è stata sconfitta perché la mobilitazione popolare, che ha trainato il voto per Capecchi, è stata animata da una dimensione di senso e da una scelta di valori. Superficialmente i giornali hanno parlato di campo largo o larghissimo, in realtà quella creata da Capecchi è stata un’alleanza costituzionale, fondata su una visione della democrazia e dei rapporti internazionali e sulla valorizzazione dei beni pubblici repubblicani, a cominciare dall’ambiente e dal lavoro.

Il merito di Capecchi è di aver saputo coniugare la capacità di pensare globalmente e di agire localmente. Capecchi ha messo a frutto il suo impegno nella campagna per il No al referendum costituzionale, la sua vicinanza ai movimenti di denuncia del genocidio a Gaza e di solidarietà con la Palestina, che hanno coinvolto un numero crescente di giovani, ed ha fatto capire che la lotta per la pace è interesse specifico di ogni comunità locale.

Per la sua formazione culturale Capecchi sindaco può far svolgere alla città di Pistoia un ruolo trainante nella costruzione del dialogo fra le città, che la politica ha inserito in campi nemici, seguendo il sentiero di Giorgio La Pira, che, come sindaco di Firenze, – in un’epoca di fortissima contrapposizione politica, ideologica e militare fra blocchi contrapposti – fu capace di rompere i muri dell’ostilità e dell’incomprensione e far dialogare le città nemiche nella prospettiva dell’interesse superiore dell’umanità.

Gli strateghi del centrosinistra prendano esempio dall’esperienza di Pistoia. Le elezioni non si vincono al centro, si vincono se si motivano i cittadini al voto, se si offre una visione del futuro che abbia un saldo ancoraggio ai valori di pace, di giustizia sociale, di democrazia e di libertà che la Costituzione ha consegnato al popolo italiano.

(articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano del 27 maggio con il titolo: L’esempio pacifista che ha trascinato la vittoria a Pistoia)

Autore: Domenico Gallo

Nato ad Avellino l'1/1/1952, nel giugno del 1974 ha conseguito la laurea in Giurisprudenza all'Università di Napoli. Entrato in magistratura nel 1977, ha prestato servizio presso la Pretura di Milano, il Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi, la Pretura di Pescia e quella di Pistoia. Eletto Senatore nel 1994, ha svolto le funzioni di Segretario della Commissione Difesa nell'arco della XII legislatura, interessandosi anche di affari esteri, in particolare, del conflitto nella ex Jugoslavia. Al termine della legislatura, nel 1996 è rientrato in magistratura, assumendo le funzioni di magistrato civile presso il Tribunale di Roma. Dal 2007 al dicembre 2021 è stato in servizio presso la Corte di Cassazione con funzioni di Consigliere e poi di Presidente di Sezione. E’ stato attivo nel Comitato per il No alla riforma costituzionale Boschi/Renzi. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore o coautore di alcuni libri, fra i quali Millenovecentonovantacinque – Cronache da Palazzo Madama ed oltre (Edizioni Associate, 1999), Salviamo la Costituzione (Chimienti, 2006), La dittatura della maggioranza (Chimienti, 2008), Da Sudditi a cittadini – il percorso della democrazia (Edizioni Gruppo Abele, 2013), 26 Madonne nere (Edizioni Delta Tre, 2019), il Mondo che verrà (edizioni Delta Tre, 2022)

Un commento su “La vittoria elettorale a Pistoia: un modello per l’Italia”

  1. ….su rai 1, al telegiornale, citando i comuni che hanno eletto un sindaco di centrosinistra…..e quindi nella conta fra quelli di sx e di dx….hanno citato Salerno, ma hanno dimenticato Avellino…..!!!
    …..distratti !

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