Cessate il fuoco: la parola alla diplomazia

Un documento di diplomatici e generali, di giornalisti ed intellettuali che trae le conclusioni del Convegno del 30 giugno e sollecita i parlamentari ad attuare una svolta politica, reclamando il cessate il fuoco e l’apertura di negoziati

  1. Dal convegno “Guerra o pace?”, svoltosi in una sala del Senato il 30 giugno scorso, sono emerse le conclusioni riflesse in questo documento, con il quale si intende contribuire a dare rappresentanza sociale e politica ai sentimenti di pace che percorrono l’opinione pubblica e raccogliere le adesioni di coloro che ne condividano il contenuto.
  2. Nel perdurare del conflitto in Ucraina, ci rivolgiamo ai parlamentari italiani per promuovere un cessate-il-fuoco presidiato da forze dell’ONU con la supervisione dell’OSCE, e il simultaneo avvio di negoziati per una conferenza di pace e sicurezza in Europa. Il protrarsi della guerra, infatti, rischia di aggravarsi fino al confronto nucleare, alla possibile destabilizzazione della Russia e alla caduta in mani incontrollabili del suo arsenale atomico. L’opzione proposta scongiurerebbe tali rischi, affronterebbe con gli strumenti della diplomazia le spine all’origine del conflitto, aprirebbe la via a nuove architetture di sicurezza nel nostro continente e permetterebbe di riportare la Russia nel consesso europeo in un quadro di collaborazione che eviti futuri confronti e prevenga il consolidarsi di sentimenti antioccidentali. Inoltre, offrirebbe all’Europa l’opportunità di farsi capofila della propria sicurezza, nella lealtà atlantica e con la dovuta attenzione alle azioni in corso da parte del Vaticano e di altri importanti interlocutori internazionali.
  3. È urgente, quindi, dar luogo a un’iniziativa parlamentare che ispiri il Governo italiano, e gradualmente tutti i membri dell’Unione Europea e dell’Alleanza, a una visione lungimirante per l’Europa, in modo da non distogliere energie dai temi planetari della nostra epoca e scongiurare l’infausta prospettiva di lasciare alle giovani generazioni un mondo devastato dall’odio. L’avvio di un negoziato – e di una visione – di pace si avvarrebbe di cultura e strumenti già disponibili e praticati in passato: i principi di Helsinki; le regole fondative dell’OSCE; le iniziative di cooperazione emerse dagli anni Novanta in poi nella stessa Alleanza Atlantica. Lo scopo finale sarebbe la costruzione, in Europa, di un sistema di garanzie reciproche che nessuno avrebbe interesse a scardinare. La ricostruzione dell’Ucraina farebbe ovviamente parte del progetto.
  4. Questo documento si propone di tradurre in iniziativa politica il diffuso e crescente desiderio di pace che attraversa l’Italia e l’Europa. Attorno a esso intendiamo raccogliere componenti del Parlamento e della politica, al fine di indirizzare un chiaro messaggio all’Italia, all’Europa e agli Stati Uniti per la stabilità del nostro continente. Anche perché senza ampi correttivi da mettere subito in atto, le nuove adesioni alla NATO apportano ben pochi vantaggi; anzi, irrigidiscono ancor più il confronto globale. Perciò auspichiamo che nel prossimo Vertice di Vilnius non siano adottate precipitose decisioni sul futuro status dell’Ucraina che priverebbero il negoziato di un importante elemento di trattativa.
  5. Chiediamo a chi condivida questo documento di aderire e rendersi disponibile a un coordinamento interparlamentare per gli obiettivi indicati. Non sarà un cammino facile, né breve. Tuttavia, è il solo che appare ragionevole, nel generale interesse.

Roma, 7 luglio 2023

Giorgio Maria Baroncelli, Diplomatico A/R

Elena Basile, Diplomatica A/R

Mauro Beschi, Presidenza Coordinamento Democrazia Costituzionale

Mario Boffo, Diplomatico A/R

Rocco Cangelosi, Diplomatico A/R                                                                                 (segue

Giuseppe Cassini, Diplomatico A/R

Guido Cerboni, Diplomatico A/R

Enrico De Maio, Diplomatico A/R

Tommaso di Francesco, Giornalista

Biagio Di Grazia, Generale

Domenico Gallo, Presidenza Coordinamento Democrazia Costituzionale Giovanni Germano, Diplomatico A/R

Alfonso Gianni, Direttore di Alternative per il Socialismo

Alfiero Grandi, Vicepresidente vicario Coordinamento Democrazia Costituzionale

Raniero La Valle, Giornalista

Silvia Manderino, Vicepresidente Coordinamento Democrazia Costituzionale Roberto Mazzotta, Diplomatico A/R

Gian Giacomo Migone, Presidente Commissione Esteri Senato 1994-2001

Fabio Mini, Generale

Enrico Nardi, Diplomatico A/R

Alberto Negri, Giornalista

Angelo Persiani, Diplomatico A/R

Antonio Pileggi, Presidenza Coordinamento Democrazia Costituzionale Michelangelo Pipan, Diplomatico A/R

Armando Sanguini, Diplomatico A/R

Barbara Spinelli, Giornalista

Massimo Spinetti, Diplomatico A/R

Vittorio Tedeschi, Diplomatico A/R

Massimo Villone, Presidente Coordinamento Democrazia Costituzionale Vincenzo Vita, Presidente Associazione Rinnovamento della Sinistra

(Per aderire a questo documento inviare una mail a Susanna Braccia (susanna.braccia@gmail.com) segnalando oltre al nome e cognome anche il titolo professionale o l’Associazione del firmatario)

Autore: Domenico Gallo

Nato ad Avellino l'1/1/1952, nel giugno del 1974 ha conseguito la laurea in Giurisprudenza all'Università di Napoli. Entrato in magistratura nel 1977, ha prestato servizio presso la Pretura di Milano, il Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi, la Pretura di Pescia e quella di Pistoia. Eletto Senatore nel 1994, ha svolto le funzioni di Segretario della Commissione Difesa nell'arco della XII legislatura, interessandosi anche di affari esteri, in particolare, del conflitto nella ex Jugoslavia. Al termine della legislatura, nel 1996 è rientrato in magistratura, assumendo le funzioni di magistrato civile presso il Tribunale di Roma. Dal 2007 al dicembre 2021 è stato in servizio presso la Corte di Cassazione con funzioni di Consigliere e poi di Presidente di Sezione. E’ stato attivo nel Comitato per il No alla riforma costituzionale Boschi/Renzi. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore o coautore di alcuni libri, fra i quali Millenovecentonovantacinque – Cronache da Palazzo Madama ed oltre (Edizioni Associate, 1999), Salviamo la Costituzione (Chimienti, 2006), La dittatura della maggioranza (Chimienti, 2008), Da Sudditi a cittadini – il percorso della democrazia (Edizioni Gruppo Abele, 2013), 26 Madonne nere (Edizioni Delta Tre, 2019), il Mondo che verrà (edizioni Delta Tre, 2022)

14 pensieri riguardo “Cessate il fuoco: la parola alla diplomazia”

  1. Aderisco a questo documento ,ora più che mai la guerra sta prendendo la via della distruzione e della morte di tanti civili che sono costretti a subirla

  2. Aderiscisco pienamente e non da ora. Sono mesi che da tutte le parti ribolhismo inviti al ‘cessate il fuoco’ e all’apertura di trattative diplomatici Pace. Ma si deve prendere atto che abbiamo avuto pochissimi riscontri, se non addirittura nessuno, sia all ‘estero che qui da noi, visto che l’Italia continua a inviare armi all’Ucraina. Forse la nostra azione dovrebbe essere più forte e incisiva, magari anche con qualche manifestazione pubblica. Guido De Maio, magistrato, Presidente emerito Corte di Cassazione.

  3. Si tratta di riprendere ora il dialogo e le trattative tra la Russia e l’occidente svoltesi a partire dai primi anni 90′ e compromessi nel 1999 dai bombardamenti della NATO su Belgrado e poi interrotti nei primi anni del 2000′. Un primo oggetto delle trattative dovrebbe essere lo statuto delle minoranze di origine russa nei paesi dell’Est : oltre all’Ucraina, i Paesi Baltici e la Moldavia, … (in Estonia e in Lettonia circa 1/3 della popolazione è di origine russa e la metà di essa si trova costretta ad essere apolide !) e poi stabilire una configurazione di sicurezza reciproca Est-Ovest.

    1. Aderisco, perché la guerra non può essere mai uno strumento di soluzione dei conflitti.
      Sono una insegnante in pensione e ho sempre cercato di trasmettere agli alunni valori di buona convivenza e rispetto.

  4. Aderisco all’appello “Cessate il fuoco. La parola alla diplomazia”
    Credo sia l’unica strada, ragionevole, umana e percorribile, al fine di evitare ulteriori e certe stragi e distruzioni.

  5. È importante far partire un FRONTE COSTITUZIONALE e POPOLARE dal basso che agisca perché i principi fondamentali della nostra Costituzione e in particolare l’art. 11 che deve tornare ad essere la nostra pietra miliare diventino di nuovi l’unica bussola di riferimento per tutti (rappresentanti del popolo e della istituzioni in primis) e invece sono da cestinare tutte le decisioni prese dai capi di stato e di governo nei recenti Summit della NATO. Basta con questa agende, regole e convenienze guerrafondaie, volute dagli USA per ripristinare anche manu militari, il suo totale dominio su tutto e tutti, ora in crisi strutturale e profonda, per rimettere in sella la concezione unilaterale del mondo che ci portando alla rovina…perpetua…
    Questo FRONTE è contro la guerra epocale in Ucraina, contro l’invio delle armi perché alimentano la guerra in un circolo perverso e demenziale (lo stop all’invio delle armi è una condizione assolutamente necessaria anche se non sufficiente). Tutti possono partecipare a questo FRONTE: dai singoli, ai gruppi, ai comitati, ai coordinamenti, alle cooperative no profit, ai movimenti, ai singoli parlamentari, ai partiti esistenti o in via di formazione, esclusi quelli di ispirazione fascista sia in teoria, sia nel concreto quotidiano. Certo occorrerà formare un organo provvisorio costituente che sia il motore e la benzina di questo processo. Giuliano Donadoni portavoce del Comitato PACEsubito! Bergamo

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