Il senso di Erdogan per le donne

La Turchia si è ritirata dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Il gesto, altamente simbolico, è l’ennesima tappa della trasformazione della Turchia in un regime autoritario che calpesta quotidianamente i diritti umani fondamentali.

Dopo averlo annunziato sabato 20 marzo, questa settimana il Presidente Erdogan ha firmato il decreto che statuisce il ritiro della Turchia dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, più nota come Convenzione di Istanbul perché lì fu firmata l’11 maggio del 2011. 

La Convenzione prevede, tra l’altro, il sostegno alle donne vittime di violenza, il risarcimento dei danni in sede civile, il divieto del matrimonio forzato, la lotta alla violenza psicologica e fisica, allo stalking, alla violenza sessuale, alle mutilazioni genitali femminili, alle molestie sessuali. Si… leggi tutto

Da quale pulpito sig. Presidente!

Non era mai accaduto, neanche nei tempi più bui della guerra fredda, che la polemica fra Stati Uniti e Russia assumesse i toni usati da Biden nell’intervista televisiva dell’altro ieri, quando, rispondendo alla domanda di un giornalista, ha dato dell’assassino (killer) a Vladimir Putin, aggiungendo di averlo messo in guardia perché «pagherà un prezzo» per avere tentato di influenzare le elezioni presidenziali del 2020.

Probabilmente in senso tecnico la qualifica attribuita a Putin potrebbe anche essere fondata, ma non è questo il problema.… leggi tutto

Primati di morte e lotta per la vita

Questa settimana si è verificato un triste primato, abbiamo superato la soglia dei centomila morti a causa della pandemia, l’equivalente dei caduti italiani in Russia durante l’ultima guerra. Come se non bastasse la curva dell’epidemia nel nostro paese ha ripreso a crescere mandando in crisi gli ospedali nei quali i reparti di terapia intensiva cominciano ad essere saturi, mentre all’orizzonte si prospettano ulteriori e dolorose restrizioni. Anche in altri paesi il tasso di morte marcia a ritmo sostenuto, basti pensare agli oltre 2.000 decessi al giorno in Brasile.… leggi tutto

NON E’ UN ATTO POLITICO MA UN CRIMINE INTERNAZIONALE

Blocco navale. Sul piano del diritto internazionale non v’è dubbio che il blocco dei porti o delle coste, se attuato al di fuori dell’art. 51 della Carta dell’ONU, costituisce un uso illecito della forza

Chi ha un poco di esperienza di vita parlamentare sa che le leggi di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali vengono approvate dal Parlamento a scatola chiusa, spesso nell’indifferenza generale. Per questo è curioso che martedì scorso ci sia stato un acceso dibattito alla Commissione esteri della Camera sul disegno di legge avente ad oggetto la ratifica degli emendamenti allo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale adottati a Kampala il 10 e 11 giugno 2010 dalla Conferenza dei paesi membri.

Gli emendamenti mirano a risolvere un vuoto normativo dello Statuto che, pur includendo fra i crimini internazionali gli atti di aggressione, aveva demandato la definizione del crimine di aggressione ad una successiva Conferenza di revisione da tenersi sette anni dopo la sua entrata in vigore.… leggi tutto