Se le assemblee parlamentari chiamano alla guerra

Qualificando la Russia come “Stato terrorista”, il Parlamento Europeo ha compiuto un altro passo in avanti nel girone infernale della guerra ed un passo indietro rispetto alla possibilità di ricercare un’intesa di pace.

La guerra che sta massacrando l’Ucraina ha conosciuto una nuova escalation di sofferenza e di terrore. La nuova strategia militare della Russia che ha scatenato un diluvio di missili contro gli impianti di produzione di energia elettrica, ha provocato l’allarme dell’Organizzazione mondiale della Sanità. L’OMS ha denunziato che è a rischio la vita di milioni di persone perché “il freddo può uccidere” dal momento che 10 milioni di persone in Ucraina sono senza elettricità e riscaldamento a temperature che con tutta probabilità scenderanno a -20°C in alcune parti del Paese.… leggi tutto

Sulla via per Armageddon

Lo scampato pericolo deve farci riflettere quanto sia elevato il rischio di escalation della guerra in corso in Ucraina poiché, in qualsiasi momento si può verificare un incidente che coinvolga le forze armate dai paesi NATO, un casus belli, che ci trascini nella guerra senza che ce ne rendiamo conto.

E vidi uscire dalla bocca del dragone, da quella della bestia e da quella del falso profeta tre spiriti immondi (.) Essi vanno dai re di tutta la terra per radunarli per la battaglia del gran giorno del Dio onnipotente. E radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Harmaghedon. (Apocalisse, 16,1).

Quando martedì sera le agenzie hanno battuto la notizia che due missili russi erano esplosi sul territorio della Polonia, un brivido di paura ha attraversato la coscienza collettiva.… leggi tutto

Cessate il fuoco

Con l’annessione delle regioni di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson, la Russia ha scavato una trincea “politica” lungo le linee dei territori occupati, facendo sapere al nemico che da quelle linee non si muoverà, costi quel che costi.

Il 5 ottobre con la firma di Putin delle ratifiche dei trattati di annessione delle regioni di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson a seguito dell’esito dei referendum, si è verificato un fatto nuovo che cambia profondamente la natura del conflitto. Grazie ad un artifizio giuridico, la Russia ha trasformato i territori occupati dalle sue truppe in territorio della Federazione russa. In altre parole ha unilateralmente modificato i suoi confini, includendo nella Russia dei territori ancora formalmente soggetti alla sovranità dell’Ucraina. E’ evidente che ci troviamo di fronte ad una flagrante violazione del diritto internazionale, tanto della Carta dell’ONU, che dell’Atto finale della Conferenza di Helsinky (1975), che ha ribadito l’inviolabilità delle frontiere: queste possono essere modificate esclusivamente con mezzi pacifici e mediante accordo.… leggi tutto

Uno spettro si aggira per l’Europa

Sono passati 100 anni da quando le squadracce assaltavano le sedi dei sindacati dei lavoratori e le davano alle fiamme, questa volta non sono state usate le pistole e la sede della CGIL non è stata data alle fiamme, però quello che conta è il significato simbolico, che fa rivivere il messaggio antico.

Ma non è lo spettro del comunismo che, secondo Carlo Marx, nel 1848 metteva in agitazione il papa e lo zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi. Piuttosto si tratta di uno spettro che evoca un male antico che nel secolo scorso si è manifestato nella sua massima potenza e che non si è del tutto sopito, come ci ammonisce una icastica poesia di Bertold Brecht “E voi, imparate che occorre vedere/ e non guardare in aria; occorre agire/ e non parlare.… leggi tutto

La marcia su Roma di Trump

Chi semina vento raccoglie tempesta. La verità elementare espressa da questo antico adagio è la chiave di lettura degli avvenimenti straordinari che hanno sconvolto gli Stati Uniti nella giornata dell’epifania. Non era mai accaduto che una folla inferocita prendesse d’assalto il Parlamento e, per di più, si impadronisse delle aule e degli uffici parlamentari per bloccare la procedura costituzionale di riconoscimento del nuovo Presidente alla luce dei risultati delle urne. I riti della democrazia americana sembravano consolidati nei secoli poiché il conflitto politico, a volte assai aspro, si svolgeva sempre nel rispetto delle procedure istituzionali che assicuravano l’alternanza pacifica alla guida del governo fra due parti politiche, non molto dissimili fra di loro, che sostanzialmente si riconoscevano nello stesso sistema economico-sociale.… leggi tutto

Il “processo breve” e la giurisdizione negata

Anche se corre l’anno 2010, noi stiamo vivendo una stagione politica che ci rimanda al 1984, l’anno immaginario nel quale George Orwell collocava la sua profezia nera. In 1984 il potere rovesciava i significati delle parole per far sparire le sue malefatte, al punto da chiamare ministero dell’amore la struttura che organizzava e praticava la tortura.
Evidentemente si è ispirato ad Orwell, l’on. Gasparri che ha intitolato la sua proposta di legge sul c.d. “processo breve” nientemeno che: “misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell’art.… leggi tutto

La casa della Libertà cancella la Libertà

Un altro pesante mattone nell’opera di costruzione del regime è stato messo in opera la settimana scorsa quando la Commissione Giustizia del Senato ha approvato l’emendamento proposto dal Senatore Bobbio al disegno di legge riguardante la delega per la Riforma dell’Ordinamento Giudiziario.

Le norme sull’ordinamento giudiziario delineate dalla riforma sono complesse e farraginose e tendono al risultato, sostanzialmente incostituzionale, di “sterilizzare” le competenze che la Costituzione aveva attribuito al Consiglio Superiore della Magistratura. Tutto ciò che riguarda le carriere incide fortemente sulla categoria dei magistrati e suscita malumore ed allarme, ma interessa poco il cittadino comune.… leggi tutto

L’Italia è in guerra, la Democrazia è in lutto

Il 7 novembre del 2001, con il voto del Parlamento che ha sancito la partecipazione del nostro paese alla guerra in corso nell’Afganistan, l’Italia è stata calata nelle tenebre di un conflitto sanguinoso del quale non si intravede alcuno sbocco. La guerra non è solo la notte della politica, è anche la notte della democrazia.

Dopo oltre un decennio di insofferenza per le regole ed i valori della Carta costituzionale nata dalla resistenza, dopo che sono stati saccheggiati a piene mani i beni pubblici che assicuravano la partecipazione popolare e la rappresentatività delle istituzioni elettive, dopo che la Costituzione è stata banalizzata e amputata del suo fondamento di legittimità rappresentato dall’antifascismo, alla fine è stato compiuto l’ultimo saccheggio.… leggi tutto

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