Le parole sono importanti, la parola determina gli orizzonti del pensabile. Non a caso l’impoverimento del linguaggio, spesso sotto forma di semplificazione, rappresenta uno dei più efficaci dispositivi di depotenziamento dell’azione collettiva e di manipolazione delle masse. Dal 24 febbraio del 2022 siamo stati sommersi da un diluvio di parole di finta indignazione. L’aforisma: “c’è un aggredito e un aggressore” è stato condito in tutte le salse. L’aggressione della Russia all’Ucraina è stata costantemente qualificata come brutale, ingiustificata e non provocata.… leggi tutto
Aggressione all’Iran: le parole per dirlo
Sbugiardata la finzione del “mondo fondato sulle regole”, l’imperatore dell’Occidente ci informa che l’unica regola che riconosce e che può porre un limite al suo potere è quella della forza.