Il Vallo Atlantico nel Mediterraneo

Il Vallo Atlantico era un sistema di fortificazioni che doveva impedire gli sbarchi nell’Europa occupata dai nazisti. Adesso nel Mediterraneo è stato creato un nuovo muro invisibile per impedire gli sbarchi

Il Vallo Atlantico era un esteso sistema di fortificazioni costiere costruito dal Terzo Reich durante la seconda guerra mondiale, tra il 1942 e il 1944. Il progetto sviluppato sulla base di una Direttiva emanata da Hitler il 23 marzo 1942, prevedeva che le fortificazioni si estendessero lungo tutte le coste dell’Europa nord-occidentale (dalla Norvegia fino alla Francia), così da difendere le posizioni tedesche da possibili sbarchi Alleati.

I tempi sono cambiati, per fortuna i paesi europei vivono in pace, non ci sono più minacce di tipo militare che incombono, ma i conflitti locali, i disastri provocati dalla politica e dai mutamenti climatici, hanno creato un esercito di profughi e di migranti, una parte dei quali cerca una speranza di vita dirigendosi verso l’Europa.… leggi tutto

La Pandemia dei missili ipersonici

La pandemia non sta insegnando nulla. Invece di una cooperazione a tutela delle diverse forme di vita riprende la corsa agli armamenti. Gli Stati Uniti si stanno preparando a installare nel Pacifico e in Europa impianti per il lancio da terra di missili ipersonici, particolarmente veloci e distruttivi. E la Russia non sta a guardare.

Per uscire dalla pandemia «occorre prendere coscienza che l’umanità e la natura non sono sfere separate e che il pianeta è una costante trama di relazioni che costituiscono un’unica “rete della vita”, nella quale siamo tutte e tutti connessi, con una interdipendenza delle esistenze con gli ecosistemi. Dobbiamo orientarci alla cooperazione e al rispetto di tutte le forme del vivente». Così si legge nell’introduzione a un documento sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) di Coordinamento per la Democrazia CostituzionaleLaudato Sì e Nostra!leggi tutto

Il senso di Erdogan per le donne

La Turchia si è ritirata dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Il gesto, altamente simbolico, è l’ennesima tappa della trasformazione della Turchia in un regime autoritario che calpesta quotidianamente i diritti umani fondamentali.

Dopo averlo annunziato sabato 20 marzo, questa settimana il Presidente Erdogan ha firmato il decreto che statuisce il ritiro della Turchia dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, più nota come Convenzione di Istanbul perché lì fu firmata l’11 maggio del 2011. 

La Convenzione prevede, tra l’altro, il sostegno alle donne vittime di violenza, il risarcimento dei danni in sede civile, il divieto del matrimonio forzato, la lotta alla violenza psicologica e fisica, allo stalking, alla violenza sessuale, alle mutilazioni genitali femminili, alle molestie sessuali. Si… leggi tutto

Da quale pulpito sig. Presidente!

Non era mai accaduto, neanche nei tempi più bui della guerra fredda, che la polemica fra Stati Uniti e Russia assumesse i toni usati da Biden nell’intervista televisiva dell’altro ieri, quando, rispondendo alla domanda di un giornalista, ha dato dell’assassino (killer) a Vladimir Putin, aggiungendo di averlo messo in guardia perché «pagherà un prezzo» per avere tentato di influenzare le elezioni presidenziali del 2020.

Probabilmente in senso tecnico la qualifica attribuita a Putin potrebbe anche essere fondata, ma non è questo il problema.… leggi tutto

Primati di morte e lotta per la vita

Questa settimana si è verificato un triste primato, abbiamo superato la soglia dei centomila morti a causa della pandemia, l’equivalente dei caduti italiani in Russia durante l’ultima guerra. Come se non bastasse la curva dell’epidemia nel nostro paese ha ripreso a crescere mandando in crisi gli ospedali nei quali i reparti di terapia intensiva cominciano ad essere saturi, mentre all’orizzonte si prospettano ulteriori e dolorose restrizioni. Anche in altri paesi il tasso di morte marcia a ritmo sostenuto, basti pensare agli oltre 2.000 decessi al giorno in Brasile.… leggi tutto

NON E’ UN ATTO POLITICO MA UN CRIMINE INTERNAZIONALE

Blocco navale. Sul piano del diritto internazionale non v’è dubbio che il blocco dei porti o delle coste, se attuato al di fuori dell’art. 51 della Carta dell’ONU, costituisce un uso illecito della forza

Chi ha un poco di esperienza di vita parlamentare sa che le leggi di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali vengono approvate dal Parlamento a scatola chiusa, spesso nell’indifferenza generale. Per questo è curioso che martedì scorso ci sia stato un acceso dibattito alla Commissione esteri della Camera sul disegno di legge avente ad oggetto la ratifica degli emendamenti allo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale adottati a Kampala il 10 e 11 giugno 2010 dalla Conferenza dei paesi membri.

Gli emendamenti mirano a risolvere un vuoto normativo dello Statuto che, pur includendo fra i crimini internazionali gli atti di aggressione, aveva demandato la definizione del crimine di aggressione ad una successiva Conferenza di revisione da tenersi sette anni dopo la sua entrata in vigore.… leggi tutto

Vaccini: vengo anch’io, no tu no!

Il discorso sull’attuazione della campagna di vaccinazione infiamma l’opinione pubblica e fa emergere speranze e timori di insuccessi se la campagna non sarà rapida e se non saranno disponibili i vaccini per tutti. Poiché la pandemia è un fenomeno globale che riguarda l’umanità intera, nessuna campagna di vaccinazione per quanto tempestiva ed estesa può assicurare la salvezza in un solo paese.

La pandemia ci dimostra che la salute pubblica è un bene universale e che su questo terreno non è possibile separare il destino di alcune nazioni da tutte le altre.… leggi tutto

Draghi: il detto e il non detto

Sebbene non citati con il loro nome, i provvedimenti di contrasto alla povertà (come il reddito di cittadinanza) e le misure di sostegno al reddito adottati dal precedente governo vengono riconosciuti e rilegittimati, malgrado l’insofferenza della destra e di Confindustria

Il discorso con il quale Draghi ha chiesto la fiducia delle Camere al suo Governo è stato necessariamente sobrio, non dettagliato, mirato a sminare le contraddizioni politiche della sua maggioranza piuttosto che a indicare delle scelte concrete. Per capire la direzione di marcia che Draghi intende dare al Governo che presiede, bisogna guardare a ciò che è stato detto, ma anche a ciò che è stato taciuto. Il punto di partenza è stato il richiamo allo spirito repubblicano, cioè alla necessità di avviare la ricostruzione per uscire dal disastro provocato dalla pandemia attraverso la collaborazione delle principali forze politiche, anche se ideologicamente distanti, com’è avvenne in Italia nell’immediato dopoguerra.… leggi tutto

La Corte penale internazionale e il fantasma di Banquo

Il 5 febbraio, la Pre-Trial Chamber ha statuito che la Corte penale internazionale ha competenza a giudicare i crimini di guerra e contro l’umanità commessi da chiunque in Palestina, vale a dire nei territori occupati da Israele dal 1967, Gaza e la Cisgiordania, inclusa Gerusalemme est. Rabbiosa è stata la reazione di Netanyahu, come quella di Macbeth di fronte all’apparizione del fantasma di Banquo

Mentre in Italia impazza il toto-Draghi, è passata sotto silenzio una notizia di notevole rilievo. Il diritto internazionale dei diritti umani ha emesso un vagito, un lampo ha squarciato per un attimo le tenebre di un sistema internazionale che non riconosce altra legge che non sia quella della forza, altro diritto che non sia basato su una politica di potenza.

Il 5 febbraio, la Pre-Trial Chamber (una sorta di Tribunale preliminare), accogliendo le richieste formulate dalla Procuratrice Fatou Bensouda, ha statuito che la Corte penale internazionale ha competenza a giudicare i crimini di guerra e contro l’umanità commessi da chiunque in Palestina, vale a dire nei territori occupati da Israele dal 1967, Gaza e la Cisgiordania, inclusa Gerusalemme est.… leggi tutto

La Democrazia al tempo di Draghi

IN QUESTE CONDIZIONI NON È POSSIBILE FARE UN GOVERNO “TECNICO”. DRAGHI PER GOVERNARE DOVRÀ FARE DELLE SCELTE POLITICHE RILEVANTI. L’ATTUALE LEGGE ELETTORALE NON ASSICURA IL RISPETTO DELLA VOLONTÀ POPOLARE POICHÉ CON IL 35/40% DEI VOTI IL CENTRODESTRA OTTERREBBE LA MAGGIORANZA ASSOLUTA DEI SEGGI E SI APRIREBBE LA STRADA AL MODELLO UNGHERESE DELLA “DEMOCRAZIA ILLIBERALE”

L’annuncio del Presidente Mattarella di aver conferito a Mario Draghi l’incarico di formare un nuovo governo sulle ceneri del Conte bis disfatto da Renzi, è stato accolto con esultanza dai principali mass media che, fin dalla nascita del governo giallo-rosso, si sono messi di traverso e negli ultimi sei mesi hanno condotto una campagna sempre più intensa per screditare l’azione del Governo e l’alleanza politica che ne era alla base. Esultanza condivisa dai mercati finanziari che hanno celebrato l’annunzio con una fiammata dei listini.… leggi tutto