L’attualità di Sergio Garavini

E’ passato un anno dalla scomparsa di Sergio Garavini, avvenuta il 7 settembre 2001, ma le sue intuizioni politiche ed i suoi insegnamenti sono più vivi che mai.

Anzi proprio in questa stagione, che si preannunzia di lotta e di speranza, di ripresa attiva della partecipazione popolare sullo sfondo, dei disastri provocati dalla desertificazione della politica, causa – non ultima – della resistibile ascesa del regime berlusconiano, la proposta politica di Sergio Garavini si rivela di estrema attualità.

Per Garavini l’essenza della democrazia politica è la partecipazione ed il significato di un moderno discorso socialista è quello di “fare appello alla soggettività sociale, portarla verso la conquista degli spazi occupati dalle istituzioni, proiettarla in forme reali di autogestione sociale e di partecipazione democratica” Di qui la critica – che rappresenta un motivo dominante del pensiero e dell’impegno politico di Sergio Garavini – allo statalismo delle sinistre e la sua proposta prioritaria di tornare nella società.… leggi tutto

Un fascismo morbido?

Sebbene Massimo D’Alema ci ripeta ogni giorno che non bisogna parlare di regime, specialmente dopo l’assassinio del prof. Marco Biagi, noi che non accettiamo di farci intimidire dalle provocazioni dei terroristi, non possiamo abbassare la soglia del pensiero e rinunziare a ricercare la verità di quanto ci accade.

Non è questo il momento di minimizzare i rischi che corre la democrazia costituzionale di fronte alla nuova dimensione del potere politico, economico e mediatico che incalza. Quando si parla di regime si pensa ad un mutamento delle istituzioni sulla scia di pratiche o concezioni politiche di tipo fascista.… leggi tutto

Il processo SME come il Processo Matteotti?

L’istanza di remissione del processo Sme-Ariosto, lungamente preannunziata dalle televisioni e dai giornali di proprietà dell’imputato, ed alla fine depositata nei giorni scorsi, non è il lecito esercizio di una facoltà processuale, compiuta dal cittadino Berlusconi, come qualcuno incautamente ha dichiarato. Infatti se il codice di rito (art. 45) riconosce all’imputato la facoltà di chiedere la rimessione del processo “quando la sicurezza o l’incolumità pubblica, ovvero la libertà di determinazione delle persone che partecipano al processo sono pregiudicate da gravi situazioni locali tali da turbare lo svolgimento del processo”, è ben vero che costituisce un illecito processuale il ricorso abusivo a tale facoltà.… leggi tutto

Si profila un regime?

Il tema del regime è stato già introdotto questa mattina nella relazione introduttiva di Aldo Tortorella ed è stato ripreso nell’intervento di Piero di Siena. Tuttavia l’on. D’Alema ci aveva già rassicurato a Firenze, ed oggi torna a rassicurarci dalle colonne del Corriere della Sera, facendoci sapere che in Italia non esiste il pericolo di un regime. Dal canto suo l’on. Bertinotti ha dichiarato che non bisogna “demonizzare” Berlusconi.

Sono d’accordo, non bisogna demonizzare Berlusconi, perché al peggio non c’è mai limite.… leggi tutto

L’Italia riesuma le leggi di guerra

Un comandante italiano a Kabul che fa passare per le armi una presunta spia è un assassino o un legittimo combattente? Picchiare un taleban è un crimine o un atto non punibile per mancanza di “reciprocità dello Stato nemico” sul trattamento dei prigionieri? Diffondere notizie diverse da quelle ufficiali o scrivere che la guerra fa schifo è libertà di stampa o reato militare? Questione di interpretazione: in onore di Enduring Freedom torna il codice penale militare di guerra sepolto nel ’45.… leggi tutto

La pace e la sicurezza internazionali all’alba del 2002

L’alba del 2002 si apre su un orizzonte livido, gravido di minacce che preannunziano ulteriori fasi della guerra, esplosa prepotentemente l’11 settembre 2001 a New York e proseguita il 7 ottobre con l’inizio dei bombardamenti sull’Afganistan. La caduta del regime dei talebani, che è franato sulle sue stesse miserie ed ha consegnato le città quasi senza combattere, non ha portato ad alcun rasserenamento della tensione internazionale ed addirittura non è servita neppure a por fine ai bombardamenti, che proseguono ancora sull’Afganistan, con grave fardello di morti e feriti, malgrado il nuovo Governo instaurato a Kabul abbia chiesto ai liberatori occidentali di smetterla.… leggi tutto

Il Tribunale del grande fratello

Il 13 novembre 2001 George W. Bush, in forza dell’autorità concessagli come Presidente e come Comandante delle Forze Armate dalla Costituzione e dalle leggi degli Stati Uniti, ha emanato una Direttiva militare concernente la “detenzione, il trattamento ed il processo dei non-cittadini nella guerra contro il terrorismo”.

Nelle premesse della direttiva presidenziale si rileva che i terroristi internazionali, compresi i membri di Al Qaida, hanno realizzato attacchi contro i cittadini ed il personale diplomatico e militare degli Stati Uniti in una scala tale da creare uno stato di conflitto armato che richiede l’intervento delle Forze Armate americane.… leggi tutto

L’Italia è in guerra, la Democrazia è in lutto

Il 7 novembre del 2001, con il voto del Parlamento che ha sancito la partecipazione del nostro paese alla guerra in corso nell’Afganistan, l’Italia è stata calata nelle tenebre di un conflitto sanguinoso del quale non si intravede alcuno sbocco. La guerra non è solo la notte della politica, è anche la notte della democrazia.

Dopo oltre un decennio di insofferenza per le regole ed i valori della Carta costituzionale nata dalla resistenza, dopo che sono stati saccheggiati a piene mani i beni pubblici che assicuravano la partecipazione popolare e la rappresentatività delle istituzioni elettive, dopo che la Costituzione è stata banalizzata e amputata del suo fondamento di legittimità rappresentato dall’antifascismo, alla fine è stato compiuto l’ultimo saccheggio.… leggi tutto

Afganistan – Non è ammissibile una guerra di legittima difesa

La nuova guerra, è impossibile negarlo, nasce da un atto di terrorismo che, per la prima volta nella storia moderna ha assunto una dimensione catastrofica paragonabile soltanto ad un massiccio attacco bellico. L’attacco contro il Pentagono e le Torri Gemelle di New York, infatti, ha provocato, in poche ore, una quantità di vittime equivalente a quella provocato, in Jugoslavia, dai 78 giorni di bombardamenti della NATO durante la guerra del 1999.

Secondo le nostre categorie tradizionali di pensiero, non v’è dubbio che l’attacco alla torri non è un atto di guerra bensì un atto di terrorismo, poiché la guerra è una istituzione del diritto internazionale che nasce dall’esercizio di una facoltà strettamente inerente al potere sovrano degli Stati.… leggi tutto

La ricostruzione della sinistra nell’opera di Sergio Garavini

Associazione per il Rinnovamento della Sinistra

La ricostruzione della sinistra nell’opera di Sergio Garavini

Domenico Gallo

La lotta per la Democrazia possibile nel contesto della crisi italiana

Garavini è stato uno dei più appassionati e tenaci costruttori della democrazia nel nostro paese. Attraverso il suo generoso, lunghissimo e coerente impegno politico, a partire dalla Resistenza, alla quale ha partecipato giovanissimo, Sergio ha dato sostanza, carne e sangue, alle condizioni della democrazia nel nostro paese, costruendo ogni giorno quei percorsi di solidarietà e di partecipazione popolare che sono lo strumento fondamentale per inverare la promessa dei padri costituenti di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.”… leggi tutto