Proposta di lavoro sulle questioni internazionali

Nella “dichiarazione di guerra” consegnata alla stampa dall’allora segretario generale della NATO, Solana, la sera del 23 marzo 1999, l’azione militare della NATO veniva presentata come un intervento guidato dalla necessità di porre fine ad una catastrofe umanitaria e volto a far cessare le violenze che affliggevano la popolazione del Kosovo.
Sulla falsariga di questa menzogna si è sviluppato la campagna politica volta a far accettare la guerra all’opinione pubblica.
A quasi un anno di distanza da quell’evento è ormai possibile tracciare un bilancio degli esiti funesti di quell’avventura.… leggi tutto

Proposta di lavoro sulle questioni istituzionali

Nel corso dell’attuale legislatura il disegno di grande riforma istituzionale, animato dalla spinta del maggioritario e dalle pulsioni secessionistiche della Lega, ha dispiegato la sua massima potenza, arrivando a concepire, attraverso la Bicamerale l’ambizione di riscrivere ex novo la Costituzione e attraverso il referendum elettorale, proposto per due volte di seguito, la pretesa di cancellare il sistema dei partiti per giungere ad una democrazia ridotta basata su un artificiale partito unico. Con questa strategia di grande riforma si è dimostrato convergente il disegno dei radicali di demolizione dei diritti sociali, della giustizia e dei presidi dello Stato sociale attraverso i famigerati 20 referendum.… leggi tutto

NATO/RFJ – Danni collaterali o uccisioni illegali?

Indice dei contenuti


1. Introduzione………………………………………………………………………… 1

2. Il diritto bellico e la protezione dei civili…………………………………… ………….5

2.1 La proibizione di attacchi diretti contro i civili e di attacchi indiscriminati……………….6

2,2 Misure precauzionali…………………………………………………………………….7

2.3 Scudi umani………………………………………………………………. …………… 8

2.4 Responsabilità legale per la violazione del diritto internazionale umanitario………………….9

3. L’Operazione Forza Alleata e la protezione dei civili…………………………… …..12

3.1 Approccio al diritto bellico e sua interpretazione………………………….… ….12

3.2 Selezione degli obiettivi……………………………………………………. …13

3.3 Regole di ingaggio……………………………………………………………. ..15

3.4 Misure precauzionali………………………………………………………… …15

3.5 L’uso di specifiche armi………………………………………………………….18

3.6 L’attività di “intelligence” e il principio di distinzione………………………………..19… leggi tutto

Un aspetto collaterale dell’aggressione NATO: le sanzioni dell’Unione Europea contro la Jugoslavia

1. a) Gli obiettivi fondamentali dell’Unione.
Nel suo processo di trasformazione da Comunità economica a Unione politica, l’UE si è proposta, con il trattato di Maastricht del 1992 due obiettivi fondamentali, confermati dal Trattato di Amsterdam del 1997:

a) rafforzare la coesione economico-sociale attraverso l’instaurazione di una Unione economica e monetaria che porti all’adozione di una moneta unica;

b) definire una identità dell’Europa sulla scena internazionale, mediante l’attuazione di una politica estera e di sicurezza comune, nella prospettiva di pervenire ad una difesa comune.… leggi tutto

Teoria e pratica dell’ingerenza umanitaria nel conflitto del Kosovo

1. Il tragico pretesto dell’ingerenza umanitaria.

La sera del 24 marzo 1999, quando si sono levati in volo i bombardieri della NATO e sono partiti i primi missili cruise dalle navi militari americane schierate nell’Adriatico, si è consumato un evento che segna una drammatica rottura dell’ordine internazionale come delineato dalla Carta delle Nazioni Unite. Un gruppo di potenze, unite sotto la “leadership” degli Stati Uniti, reputando di incarnare la “Comunità internazionale”, ha superato le colonne d’Ercole dell’interdizione del ricorso alla forza e, attraverso una avventura bellica, ha aperto una nuova avventura nelle relazioni internazionali, rivendicando, manu militari, il “diritto” dell’ingerenza umanitaria, a tutela dei diritti umani.… leggi tutto

Appello per la ricostruzione del diritto dopo la guerra

Roma, 26 luglio 1999

La guerra combattuta nei Balcani, che lascia aperta una crisi gravissima nel cuore dell’Europa, dopo aver mancato il suo obiettivo di evitare una catastrofe umanitaria e di salvare il Kosovo, introduce un nuovo scenario in cui sono rimessi in gioco i rapporti tra i grandi poteri mondiali e lo stesso ordine giuridico internazionale che ha regolato la storia del mondo nella seconda metà di questo secolo.

Il fatto che per giocare questa partita, dopo la caduta del muro di Berlino, sia stata richiamata in servizio la guerra, già bandita dal diritto internazionale, e ora ammodernata con nuove armi e gestita da nuovi soggetti interstatuali sottratti al controllo democratico e alle regole del diritto, apre una fase di estremo pericolo e di imprevedibili dolori per ogni singolo Paese e per l’intera comunità internazionale.… leggi tutto

Un colpo di Stato internazionale

L’ aspetto moralmente più indecoroso della guerra della Nato contro la Federazione jugoslava è il fatto che essa continui ad essere giustificata come “guerra etica”, o “umanitaria” o “per i diritti umani”.Gli argomenti morali espressi da queste contraddizioni in termini vanno tuttavia presi sul serio. Innanzitutto perché su di essi si basa il consenso dell’opinione pubblica occidentale, necessario nelle nostre democrazie per rendere accettabile la guerra. In secondo luogo perché sul consenso alla “guerra etica” o “per i diritti” e sul mutamento del senso comune intorno al loro rapporto con la guerra e con la pace, si fonda la riuscita del vero colpo di stato internazionale e volto a sostituire la Nato all’Onu come garante dell’ordine internazionale.… leggi tutto

L’invisibile codice della guerra

Da quando lo statuto delle Nazioni Unite ha abrogato l’istituto giuridico della guerra (ius ad bellum) come esercizio lecito delle facoltà sovrane degli Stati, la guerra è stata posta fuori dal diritto. Tuttavia, poiché la guerra come fenomeno storico continua ad esistere, anche le operazioni belliche continuano ad essere sottoposte al diritto (ius in bello), seppure in modo quanto mai problematico.

Infatti, come ha rilevato il Tribunale permanente dei popoli (Afganistan II, 20.12.1982): “oggi si sa che la guerra è portatrice di una dinamica intrinseca che la spinge al di là di tutti i limiti nei quali ci si è sforzati di contenerla, e la rende inevitabilmente gravida di crimini di guerra e periò, per sé stessa criminale.”… leggi tutto

L’inferno è calato sul Kosovo

Sono stato a Pristina il 9 e 10 dicembre con una carovana di duecento italiani che avevano deciso di prendere a cuore le vicende del Kosovo, di interessarsi, mossi da quel grido di don Milani, I Care, della dura realtà di sofferenza e di ingiustizia che alimentava il conflitto. Una ingerenza umanitaria, dunque, attraverso gesti di amicizia. A Pristina abbiamo incontrato i rappresentanti delle istituzioni politiche, delle organizzazioni sociali, della stampa, delle Comunità religiose. In un centro culturale vicino allo stadio, abbiamo incontrato un gruppo di membri del parlamento albanese, eletti alle elezioni politiche del 1993, fra i quali Fehmi Agani, il mite intellettuale albanese, braccio destro di Rugova.… leggi tutto

La guerra è guerra

La guerra è guerra anche se fa male, cantava qualche anno fa un noto cantautore italiano. Adesso vogliono convincerci che la guerra non è guerra perchè fa bene; anzi è uno strumento di lotta per l’affermazione dei diritti umani nel mondo.

“Le parole – scriveva Pavese – sono cose tenere, intrattabili e vive, ma fatte per l’uomo e non l’uomo per loro. Sentiamo tutti di vivere in un tempo in cui bisogna riportare le parole alla solida e nuda nettezza di quando l’uomo le creava per servirsene.”… leggi tutto