La Costituzione non si può uccidere

Dopo un lungo attacco al diritto, alla giustizia e alla libertà d’informazione una maggioranza estranea alla storia, alla cultura ed ai valori della Resistenza, sta per portare a termine l’attacco finale alla Costituzione italiana.

Il disegno di riforma della II parte della Costituzione che oggi viene approvato in prima lettura dal Senato è un progetto eversivo che getta alle ortiche la Costituzione nata dalla Resistenza, cancellando il suo frutto principale: l’ordinamento democratico.

Al suo posto viene introdotto un ordinamento fondato sul Governo (personale) del Primo Ministro, al quale vengono attribuiti poteri superiori a quelli che la legge del 24 dicembre 1925 (Attribuzioni e Prerogative del Capo del Governo, Primo Ministro) attribuì a Mussolini, instaurando il regime fascista, che gli studiosi dell’epoca consideravano una forma di governo basata sul primato del Primo Ministro.… leggi tutto

Giustizia per Nicola Calipari

“Incriminare qualcuno per omicidio in Vietnam è come fare una multa per eccesso di velocità ad Indianapolis.” Così si esprimeva il capitano Willard (alias Martin Sheen) in Apocalipse now a proposito dell’accusa sollevata dai comandi militari americani contro il maggiore Kurtz.

La citazione si attaglia perfettamente anche al far west iracheno dove le pattuglie americane sparano contro chiunque, naturalmente nel rispetto delle “regole d’ingaggio” e senza discriminazioni di sesso, di religione o di nazionalità, In questa situazione, che qualcuno venga incriminato per omicidio e tentato omicidio plurimo può apparire altrettanto pazzesco quanto l’incriminazione del mitico maggiore Kurtz .… leggi tutto

Per favore smettete di sparare sulla Costituzione

15 ore: sono state concesse 15 ore di tempo all’Assemblea dei Senatori per discutere e votare i 57 articoli attraverso i quali la Costituzione della Repubblica italiana, elaborata dall’Assemblea Costituente nel 1947, viene gettata alle ortiche e sostituita da una nuova Costituzione, partorita mirabilmente dalla testa dei famosi “tre saggi di Lorenzago”, in virtù del telemandato ricevuto dai capi della maggioranza.

Per una strana congiuntura astrale, l’operazione di demolizione dell’ordinamento democratico e la sua sostituzione con l’”ordinamento di Lorenzago”, prefigurato fra fiumi di grappa, è avvenuta durante una fase di eclissi della politica, che ha consentito ai nuovi “padrini” della Costituzione (non possiamo chiamarli “padri” per non confonderli con quelli veri) di portare avanti il loro misfatto, lavorando al buio, mentre il paese distratto pensava ad altro.… leggi tutto