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DOMENICO GALLO
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Martedì, 13 Novembre 2018    



Radio Radicale
Democrazia costituzionale ed equilibrio dei poteri. Le aporie della riforma costituzionale

Da sudditi a cittadini, di Domenico Gallo

Scheda editoriale - Sommario

     
 

L’ora più buia
Mercoledì, 7 Marzo 2018

L'ora più buia è il titolo del fortunato film di Joe Wrigh, che racconta i dilemmi di Winston Churchill alle prese con la fase più drammatica della guerra, quando nel maggio del 1940 l'esercito inglese, sconfitto dai nazisti, stava per essere sopraffatto a Dunquerke. Si parva licet componere magnis, l'ora più buia per il nostro Paese è quella segnata dalle elezioni del 4 marzo Persino nel 2008, quando stravinse il centrodestra, totalizzando oltre 17 milioni di voti (con il c.d. Popolo della Libertà al 37%), non ci fu una batosta simile per il centro-sinistra. All'epoca la coalizione guidata dal Pd che aveva espulso Rifondazione, Socialisti e Verdi, prese il 37% dei voti ed il Pd ottenne 12 milioni di voti (33%), mentre la sinistra arcobaleno rimase fuori dal Parlamento col 3,12%, avendo comunque preso più voti di quanti ne ha ottenuti adesso Liberi ed Uguali. (continua)

 
     
     
 

I fatti di Macerata: la parola che uccide
Venerdì, 9 Febbraio 2018

I drammatici fatti di Macerata chiamano in causa il tema della parola, a cominciare dalla parola non detta: terrorismo. Che cos'è, infatti, un'azione volta a provocare una strage per un movente politico se non un atto di terrorismo? Perché, in una campagna elettorale rovente in cui gli attori politici si scagliano contro l'un l'altro accuse infamanti, nessuno ha avuto la limpidità di usare la parola terrorismo per descrivere quello che è stato fatto ed inquadrarlo nel contesto politico che ha armato la mano dell'energumeno che ha impugnato la pistola prendendo a bersaglio tutte le persone di colore che incontrava lungo la sua strada? (continua)

 
     
     
 

La Costituzione ha 70 anni e guarda al futuro
Venerdì, 22 Dicembre 2017

La Costituzione della Repubblica fu approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 con 453 voti favorevoli su 515 presenti e votanti (62 furono i voti contrari). Venne promulgata il 27 dicembre del 1947 con la firma di Enrico De Nicola (Capo provvisorio dello Stato), Umberto Terracini, Presidente dell'Assemblea costituente e Alcide De Gasperi, Presidente del Consiglio dei Ministri ed entrò in vigore il 1 gennaio 1948.

Sono passati settant'anni.

E' un tempo storico sufficientemente lungo per fare un primo bilancio della vitalità della nostra Carta Costituzionale, chiederci se i suoi principi ed i suoi valori sono ancora indispensabili per il nostro futuro, se la sua architettura delle istituzioni è ancora valida, oppure se genera inefficienza o altri mali, come ci annunciano quasi quotidianamente da trent'anni i suoi detrattori. E' tempo di chiederci se il patrimonio di beni pubblici che i padri costituenti hanno lasciato in eredità al popolo italiano è stato ben speso o sperperato e se questo patrimonio debba essere conservato e tramandato alla generazioni future. (continua)

 
     
     
 

Gerusalemme, la città oltraggiata
Venerdì, 8 Dicembre 2017

Quando le televisione ci ha fatto vedere il volto soddisfatto di Trump che mostrava urbi et orbi il decreto imperiale con il quale, stracciando le risoluzioni dell'ONU, ha riconosciuto Gerusalemme quale capitale di Israele, disponendo il trasferimento nella città santa dell'ambasciata americana, mi è venuta in mente la drammatica scena iniziale del film "I quattro cavalieri dell'apocalisse", girato nel 1962 da Vincente Minnelli.

In Argentina un anziano patriarca, Madariaga, riunisce i suoi discendenti che hanno dato vita ad un ramo francese e ad un ramo tedesco della famiglia. Il cadetto tedesco, Heinrich von Hartrott, di ritorno da Berlino, manifesta il proprio entusiasmo per Adolf Hitler, a questo punto l'anziano patriarca viene sconvolto da una visione premonitrice, sente lo strepitio degli zoccoli e vede avvicinarsi in cielo i Quattro Cavalieri citati nell'Apocalisse: Morte, Carestia, Pestilenza e Guerra. (continua)

 
     
     
 

Com’è triste Venezia
Martedì, 17 Ottobre 2017

Come è triste Venezia, soltanto un anno dopo/ Come è triste Venezia, se non si ama più/
Si cercano parole che nessuno dirà/ E si vorrebbe piangere e non si può più (Charles Aznavour).

Non so perché ma, dopo che il Parlamento, con lo psicodramma dei tre voti di fiducia, ha definitivamente approvato la nuova legge elettorale denominata Rosatellum, mi vengono in mente le malinconiche parole della canzone su Venezia triste che Aznavour ha reso famosa.

Forse perché più che l'indignazione è la malinconia che mi assale in questo momento, mi viene di pensare: com'è triste l'Italia con i colori grigio-autunnali del rosatellum. (continua)

 
     
     
 

A cosa servono le elezioni?
Martedì, 3 Ottobre 2017

Il percorso parlamentare per varare una nuova legge elettorale si è rimesso in moto ed in questi giorni le forze politiche si stanno confrontando in Parlamento con un testo base che riprende il c.d. Rosatellum con l'unica differenza di incrementare la quota proporzionale (con liste bloccate) al 65% e diminuire (a 231) il numero dei collegi uninominali con elezione maggioritaria a turno unico. Questa proposta presta il fianco alle stesse critiche che, a suo tempo, sono state mosse alla prima versione che fu bruscamente messa da parte dopo l'approvazione di un emendamento non concordato. Anzi questa nuova versione è peggiore della precedente perché aumenta la percentuale di seggi attribuiti sulla base di liste bloccate, mentre la libertà di scelta dell'elettore nei collegi uninominali continua ad essere manipolata attraverso il meccanismo del voto unico che fa sì che il voto dato al candidato nel collegio uninominale si trasferisca automaticamente alla lista dei candidati nel collegio plurinominale e viceversa. Ancora una volta il capo o i capi dei principali partiti potranno determinare la composizione dell'assemblea parlamentare, assegnando il seggio ai propri fedelissimi, senza che il cittadino elettore possa mettervi becco, e potranno tenere fuori dal Parlamento le minoranze sgradite. (continua)

 
     
     
 

La domenica delle Salme
Venerdì, 14 Aprile 2017

La domenica delle salme / non si udirono fucilate / il gas esilarante/ presidiava le strade." La canzone di Fabrizio De Andrè mi è tornata in mente pensando alla domenica delle palme, ribattezzata da un quotidiano "la domenica delle salme" per i sanguinosi attacchi di Daesh in Egitto, che hanno fatto strage di cristiani nella chiesa copta di Tanta ed in quella di Alessandria. Questo attacco non per caso è avvenuto nel giorno liturgico della domenica delle palme, quando si ricorda che Gesù è stato ucciso con l'accusa di aver minacciato la distruzione del tempio. Questo sovraccarico di simboli religiosi dice che i terroristi dello Stato islamico hanno assoluto bisogno di far passare la loro guerra per una guerra religiosa, volta a islamizzare il pianeta. Naturalmente la loro non è una guerra "religiosa", ma una guerra "politica", frutto di un risentimento e di un desiderio di vendetta contro l'Occidente che trova alimento soffiando sul fuoco dell'integralismo religioso. Per consumare questa vendetta l'ISIS ha bisogno di un simbolo forte, la religione (continua)

 
     
     
 

Discorso conclusivo della campagna elettorale per il referendum del 4 dicembre 2016
Venerdì, 2 Dicembre 2016

Si conclude oggi (ed io sono felice di concluderla qui con voi a Catania) la campagna elettorale più lunga e drammatica della nostra storia recente. Non l'abbiamo drammatizzata noi, l'hanno drammatizzata i nostri avversari ponendo il tema della sostituzione della Costituzione del '48 con la nuova Costituzione Renzi/Boschi come un'emergenza istituzionale, un passaggio ineludibile senza il quale il nostro paese sarebbe andato incontro ad una catastrofe simile alle dieci piaghe d'Egitto del racconto biblico. (continua)

 
     
     
 

Il mio regno per un cavallo
Domenica, 27 Novembre 2016

Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo! E' l'invocazione che Shakespeare mette in bocca al Re Riccardo III che, sconfitto nella battaglia di Bosworth Field, cerca disperatamente un cavallo per sfuggire alla morte.

Mi è ritornato in mente questo aforisma quando ho letto la lettera che mi ha inviato una lettrice: "Egregio dr. Gallo, le sue belle parole non mi hanno convinto a recarmi a votare al referendum. Io non ho più alcuna fiducia nella politica, ogni volta che ci sono delle elezioni i politici ci blandiscono con un mare di promesse per carpire il nostro voto e poi quando vanno nel Palazzo fanno quel che gli pare e noi non contiamo più niente. E non ha più alcun senso votare per un partito o per un altro, tanto poi quando sono lì fanno tutti le stesse cose: quei progetti che non avevano portato a termine quelli di destra, adesso li completano quelli di sinistra. Comunque noi votiamo non cambia niente". (continua)

 
     
     
 

Referendum, se soffia il ciclone Trump
Venerdì, 18 Novembre 2016

La vittoria di Trump sta portando sconvolgimento e tempesta nei mercati finanziari, negli organismi dell'Unione Europea, nelle Cancellerie dei principali paesi, nei Parlamenti e si è abbattuta nel nostro Paese come un tornado, agitando le acque dello stucchevole dibattito sul referendum.

Ora vediamo come il blocco di potere che sostiene, con Renzi, il Sì al referendum tenta di giocare la carta Trump per accreditare la continuità del potere esistente come unica difesa rispetto al rischio di un sovvertimento populista. Però nello stesso tempo si rilanciano gli argomenti dell'antipolitica usati da Trump per il suo successo. Volete meno politici: basta un SI; volete tagliare 200 poltrone: basta un SI; volete dare meno soldi ai politici: basta un SI. (continua)

 
     
Domenico Gallo

 

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