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La legge dell’oscuramento. Il Senato approva il bavaglio
Giovedì, 10 Giugno 2010
L'esperienza storica italiana ci dimostra che per realizzare un mutamento di regime non è necessario il ricorso alle ami o un moto insurrezionale. Nel secolo scorso una maggioranza politica, che non si sentiva vincolata al rispetto della Costituzione dell'epoca (lo Statuto Albertino), attraverso alcuni provvedimenti legislativi approvati fra la fine del 1925 ed il 1926, conferì maggiori poteri al Presidente del Consiglio, trasformandolo in Primo ministro, normalizzò la magistratura espellendo i magistrati che si battevano per l'indipendenza del potere giudiziario, cancellò le autonomie politiche e sindacali, sciogliendo i sindacati e mettendo fuori legge i partiti politici di opposizione, realizzando così un nuovo regime politico. (continua) |
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LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI?
Venerdì, 14 Maggio 2010
Siamo tutti consapevoli che viviamo un tempo di crisi della legalità costituzionale alimentata dalla inusitata confusione fra potere economico, potere politico e potere mediatico. Il punto di massima crisi è rappresentato proprio dalla crisi della legge che ha cambiato natura attraverso un percorso che attraverso le c.d. leggi "ad personam" è pervenuto alla corruzione della funzione della legge. La funzione della legge come strumento di regolazione degli interessi per perseguire il bene pubblico è stata rinnegata da una politica che trasforma in legge gli interessi privati di una singola persona o di un ristrettissimo ceto di privilegiati, fino al punto da cancellare l'idea stessa che i pubblici poteri traggano la loro ragione di essere in funzione del bene pubblico. (continua) |
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Il "processo breve" e la giurisdizione negata
Sabato, 13 Febbraio 2010
Anche se corre l'anno 2010, noi stiamo vivendo una stagione politica che ci rimanda al 1984, l'anno immaginario nel quale George Orwell collocava la sua profezia nera. In 1984 il potere rovesciava i significati delle parole per far sparire le sue malefatte, al punto da chiamare ministero dell'amore la struttura che organizzava e praticava la tortura. Evidentemente si è ispirato ad Orwell, l'on. Gasparri che ha intitolato la sua proposta di legge sul c.d. "processo breve" nientemeno che: "misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell'art. 111 della Costituzione e dell'art. 6 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo." (continua) |
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La Costituzione ed il giorno della memoria
Sabato, 30 Gennaio 2010
Sono passati solo pochi giorni dal 27 gennaio, "Giorno della Memoria", istituito con una legge del 2000: "al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei". In occasione del Giorno della Memoria, la legge richiede che siano organizzate iniziative ed incontri, in particolare nelle scuole: "in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia, affinché simili eventi non possano mai più accadere". (continua) |
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Il partito dell’amore e la salute del giudice
Sabato, 16 Gennaio 2010
La c.d. legge sul processo breve, orwellianamente denominata: " misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell'art. 111 della Costituzione e dell'art. 6 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo" si è attirata critiche vivaci per la scelta discriminatoria di riservare il privilegio dell'estinzione del processo (e della punibilità) ad una ristretta categoria di privilegiati. In sostanza, nel suo impianto originario la legge rendeva sostanzialmente non punibili i reati tipici dei colletti bianchi (corruzione, concussione, truffa, peculato, etc), che, godendo di una difesa agguerrita, potevano facilmente portare il processo a loro carico sul binario morto dell'estinzione. (continua) |
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L’inciucio sulla giustizia non è cosa buona e giusta
Giovedì, 24 Dicembre 2009
L'intervista di Giuliano Pisapia pubblicata sul manifesto del 22 dicembre (Sulla giustizia l'intesa è possibile Serve un garante) ha il pregio di essere una provocazione, non in senso politico, ma in senso semantico. Una forte provocazione al dibattito politico-istituzionale sulla giustizia che ci consente di avviare un confronto, fuori da ogni schematismo, sui temi caldi delle riforme dell'assetto del giudiziario, da sempre incombenti, ma di scarsa comprensione per la generalità degli italiani. Ed è proprio questa scarsa comprensione della portata concreta dei problemi agitati sotto il cielo delle riforme, che genera disorientamento e fratture anche nella sinistra d'opposizione. Dobbiamo tutti fare uno sforzo perché il dibattito sulle riforme della giustizia esca dal vago per andare alla sostanza dei problemi. (continua) |
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La Costituzione è la nostra Patria!
Sabato, 5 Dicembre 2009
La parola Patria ci rimanda a due significati: quello di "Patrimonio" e quello di "Padri".
Ebbene, che cos'è la Costituzione se non un patrimonio di beni pubblici repubblicani, che i Padri costituenti ci hanno consegnato perché noi ne potessimo godere senza dilapidarli e consegnarli, a nostra volta, alla generazioni future? Se noi guardiamo al nostro paese non come ad un luogo geografico, ma come ad un luogo politico, come ad una comunità di cittadini organizzata in Stato, allora dobbiamo guardare alla Costituzione come alla nostra Patria. (continua) |
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Il 5 dicembre è una giornata particolare
Giovedì, 3 Dicembre 2009
L'evento del 5 dicembre interroga la politica. Anzi prima ancora di svolgersi, il No Berlusconi Day previsto per il 5 dicembre, è già diventato un evento straordinario. L'unico che riesce a segnare una netta inversione di tendenza in un quadro politico caratterizzato dalla rassegnazione, dalla polverizzazione della opposizione politica e dall'impotenza della rappresentanza parlamentare. (continua) |
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Se la giustizia diviene castale
Sabato, 14 Novembre 2009
Anche se corre l'anno 2009, noi stiamo vivendo una stagione politica che ci rimanda al 1984, l'anno immaginario nel quale George Orwell collocava la sua profezia nera. In 1984 il potere rovesciava i significati delle parole per far sparire le sue malefatte, al punto da chiamare ministero dell'amore la struttura che organizzava e praticava la tortura. (continua) |
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Per la salvezza della Repubblica
Mercoledì, 21 Ottobre 2009
Dopo la pronunzia della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano e le reazioni scomposte che ne sono seguite, l'accelerazione della crisi politico-istituzionale ed il discredito internazionale in cui versa l'Italia rendono evidente anche ai ciechi e ai sordi che siamo precipitati in un tempo politico drammatico. Se guardiamo all'Italia come ad un luogo politico, come ad una comunità di persone strutturata in un ordinamento politico attraverso le istituzioni repubblicane, allora dobbiamo convenire che la Costituzione è la nostra Patria. (continua) |
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